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I ladri incastrati da due biglietti da 5 euro

Coppia in trappola per i furti nella chiesa di San Rocco: i due sono ritenuti autori di un colpo anche a ridosso di Natale. La donna: «Stavo facendo shopping»

BELLUNO. Acciuffati con le banconote segnate in tasca. Così almeno per Hyzri Ademi, kosovaro di 42 anni: è suo il volto ripreso dalle telecamere della chiesa di San Rocco, dove la cassetta delle offerte è stata trafugata e scassinata più volte negli ultimi mesi. Insieme con la presunta convivente e “palo” Angela Magrini, 34 anni, sarda di origine ma residente a Udine, il 18 gennaio, è stato arrestato dalla squadra mobile: i due sono stati praticamente colti in flagrante al chiosco delle bevande della piazza

L’imputazione contestata era quella di furto aggravato, ma il gip nell’udienza di convalida ha derubricato a tentato furto in quanto, secondo il giudice, vale l’interpretazione secondo la quale il denaro non era mai uscito dal controllo della parte lesa: come se un ladro fosse pizzicato dentro un supermercato con la merce ancora in tasca, dunque sempre sotto il presunto controllo di eventuali vigilantes o personale del punto vendita. Il gip Elisabetta Scolozzi, con l’udienza, ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare del divieto di mettere piede in provincia per entrambi i soggetti (difesi dagli avvocati Corrado Zasso e Luca Zullo). Ai due sono stati contestati tre furti nella chiesa di San Rocco, ma è opinione degli inquirenti che vivessero di piccoli colpi un po’ in tutte le chiese del Triveneto, cosa che ha comunque permesso loro di avere un più che degno tenore di vita: Bmw station wagon e abbigliamento distinto.

La residenza di entrambi gli arrestati è a Udine, dove i due non hanno un lavoro, ma un assegno di disoccupazione.

L’inchiesta della squadra mobile di Belluno, coordinata dal pm Roberta Gallego, è stata certosina e ha permesso alla squadra di Maurizio Miscioscia (la sua ultima operazione coordinata prima di trasferirsi alla Mobile di Foggia), di cogliere praticamente in flagranza la coppia. Con delle piccole “trappole” che sono diventate prove.

Dopo l’ultimo furto del 21 dicembre, gli uomini della Mobile hanno intensificato gli appostamenti dentro e mei pressi dell’edificio di culto di piazza dei Martiri. In precedenza c’era stati il furto del 22 settembre, per il quale le telecamere non avevano fornito immagini nitide, in grado di permettere l’identificazione dei due ladri. Poi ce ne furono altri due: il 16 novembre e il 21 dicembre. Nel frattempo il parroco e i vertici diocesani avevano deciso di potenziare le misure di videosorveglianza, tanto che la nuova telecamera ha offerto immagini nitide del ladro in azione qualche giorno prima di Natale. La Mobile sapeva che i malviventi agivano sempre tra le 13 e le 14 e si aspettava un loro ritorno. Così sono stati intensificati gli appostamenti e venerdì scorso è scattata l’operazione.

All’interno della cassetta erano state inserite due banconote da 5 euro già segnate e anche fotocopiate dalla polizia. L’uomo è entrato e ha scassinato la cassetta delle offerte, tra l’altro senza preoccuparsi di eventuali riprese, annunciate pure da cartelli che il parroco aveva piazzato in chiesa da sempre. Il kosovaro era collegato con la 33enne attraverso il telefonino: la donna, che fungeva da palo, attraverso un auricolare l’avrebbe avvertito nel caso in cui gente o polizia fossero entrati, mentre lui trafficava attorno alla cassetta. Gli investigatori li hanno lasciati fare, poi all’uscita hanno bloccati i ladri: i due hanno effettuato il loro rendez vous al chiosco dei panini davanti porta Dante, come due turisti qualsiasi. In tasca l’uomo aveva quei biglietti da 5 euro segnati, prova del furto in chiesa.

La polizia ha sequestrato loro un centinaio di euro (87 euro in monetine), si ritiene frutto del “lavoro” condotto non solo a San Rocco, ma anche in altre chiese: «Quella bellunese potrebbe essere stata l’ultima del
giro», spiega l’attuale capo della Mobile, Vincenzo Zonno, che ieri con il questore Aprile ha illustrato l’operazione.

I due hanno negato di essere coinvolti: la donna ha riferito che era impegnata a fare shopping. Lui davanti al gip si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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