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La frana accelera, Perarolo torna in fase di preallerta

Il Comune ha aperto il Centro Operativo Comunale e la Busa del Cristo è sorvegliata a vista notte e giorno. Svaluto Ferro: «Cade materiale sciolto e la portata del Boite è molto elevata»

PERAROLO. Torna la fase arancione per la frana di Perarolo. La pioggia di ieri ha riacceso il movimento e la Busa del Cristo fa di nuovo preoccupare. Fino a ieri pomeriggio la situazione era di attenzione, la cosiddetta fase gialla, ma l’analisi dei dati delle precedenti otto ore ha indotto le autorità a far scattare lo step successivo. «C’è stata una accelerazione del movimento», spiega il sindaco Pierluigi Svaluto Ferro, «lo smottamento ha un comportamento più accentuato rispetto al trend di questi giorni, si sta verificando una caduta di materiale sciolto e dalla parte più bassa del corpo di frana escono grandi quantità d’acqua. È quindi necessario, in via precauzionale, attivare la fase di preallarme».

Questo significa che il Comune ha riaperto il Centro operativo comunale e la Protezione civile sorveglia a vista la frana giorno e notte. In queste prime ore saranno impegnati i volontari del Gruppo Antelao, ma la Protezione civile provinciale è già stata attivata per gli eventuali turni successivi. Avvisata anche la popolazione di Perarolo, che è stata preallertata: «Chiaramente spero che non sia necessario», dice ancora Svaluto Ferro, «ma se si supera una certa soglia potrei essere costretto ad emanare una nuova ordinanza di sgombero». In caso di evacuazione gli abitanti di Perarolo verranno avvisati con un sistema di messaggistica già collaudato, ma è previsto anche il porta a porta per controllare che nelle case non ci siano persone che non sono presenti nell’elenco comunale.

A preoccupare ci sono due aspetti. Il primo è legato alle caratteristiche della frana stessa, che in genere reagisce in ritardo rispetto alle piogge, anche da due a sette giorni e quindi potrebbe peggiorare con il passare delle ore, ma non è detto. La seconda preoccupazione è data dal livello del Boite, che in queste ore sta scaricando 10 metri cubi d’acqua al secondo, mentre di solito il deflusso rimane tra i 2 e i 3.

La frana di Perarolo è nota e monitorata da anni, ma di recente è tornata a spaventare il paese. Il 12 dicembre ha raggiunto il picco del movimento, costringendo il Comune ad evacuare ventidue persone, tutte residenti in centro, rimaste fuori casa per due giorni. Lo smottamento ha una dimensione di 300 mila metri cubi, divisi in tre zone e il movimento riguarda in particolare una porzione da 100 mila metri cubi. Il timore
principale è che, cadendo nel Boite, la frana del monte Zucco possa provocare uno sbarramento con conseguenze imprevedibili, oltre allo spostamento d’aria e all’ondata.

«Il monitoraggio è continuo», conclude il sindaco di Perarolo, «ma la situazione provoca un certo stress».

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