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Claretta la cerva tornerà molto presto in Comelico

Roberto Pizzavini ha raccolto l’indiscrezione dalla polizia provinciale e lancia un’idea al sindaco

Claretta la cerva ritornerà in valle La mobilitazione ha funzionato. Gli abitanti di Comelico Superiore (Belluno) potranno riavere la loro mascotte portata via dalla polizia provinciale. A dare l'ok il sindaco: Claretta sarà trasferita a primavera. L'articolo

COMELICO SUPERIORE. La vicenda di Claretta la cerva registra un nuovo colpo di scena. La polizia provinciale, infatti, avrebbe dato il suo assenso alla rimessa in libertà dell’animale che dunque potrebbe tornare in Comelico ben prima di primavera, come prospettato nei giorni scorsi. A divulgare l’indiscrezione il comitato spontaneo nato sull’onda emotiva dell’allontanamento di Claretta dalla frazione di Sega Digon operato dalla stessa polizia provinciale dopo aver ricevuto una serie di segnalazioni da parte di alcuni cittadini preoccupati dal vagare della cerva sulla sede stradale (e peraltro alle prese con una ferita ad una zampa).

Il Comelico si mobilita per salvare Claretta la cerva In pochi giorni è diventata una star del web conquistando la ribalta nazionale grazie al gruppo facebook creato per riportarla tra i suoi paesani: Claretta è una cerva, avanti negli anni, che si è affezionata al comune bellunese di Comelico Superiore e ai suoi abitanti che la sfamavano e coccolavano. Il sindaco Marco Staunovo Polacco però l'ha fatta allontanare, anche se l’animale ha evidentemente perso le proprie caratteristiche di selvaticità confermate dall’abituale vicinanza a case ed esseri umani. Ora la cerva Claretta è al centro di una mobilitazione che non molla e punta a riportarla a casa. L'ARTICOLO


Il ritorno dell’animale in Comelico rischia però di accendere ulteriormente la miccia attorno alla disputa che nel frattempo si è generata tra il comitato pro Claretta capitanato da Roberto Pizzavini e coloro che invece puntano il dito contro la “spettacolarizzazione” della vicenda, ricordando che «Claretta non è un animale da circo ma che piuttosto merita di essere lasciata in pace essendo un animale selvatico e non certo da compagnia come invece si vuole far credere».



Le posizioni appaiono molto distanti anche se nelle ultime ore, contestualmente al possibile ritorno di Claretta in Comelico, proprio dal comitato è giunta una proposta spiegata dal portavoce Roberto Pizzavini: «Vogliamo chiedere al sindaco di Comelico Superiore di istituire in una zona lontana dalla strada, individuata a Cima Vallona, nelle adiacenze della chiesetta, un’area da destinare a Claretta dove costruire una struttura in grado di ripararla dalle intemperie ed una mangiatoia. Questo eviterebbe il vagare dell’animale tra le case e lungo la strada azzerando potenziali pericoli sia a lei e sia alle persone. Inoltre si potrebbero collocare sempre nella zona una serie di cartelli stradali ad hoc volti alla limitazione della velocità. Si tratta di una proposta che a nostro avviso rappresenterebbe la giusta soluzione anche alle rimostranze mosse da chi non vede di buon occhio quello che stiamo facendo. A queste persone voglio ricordare che il nostro unico obiettivo è riportare Claretta in Comelico al più presto donandole nuovamente la libertà. Ci tengo a tal proposito a chiarire che la nostra funzione sarà conclusa solo quando rivedremo la cerva nella frazione di Sega Digon; fino a quel momento proseguiremo la nostra battaglia».

Claretta la cerva ritornerà in valle La mobilitazione ha funzionato. Gli abitanti di Comelico Superiore (Belluno) potranno riavere la loro mascotte portata via dalla polizia provinciale. A dare l'ok il sindaco: Claretta sarà trasferita a primavera. L'articolo


Il comitato pro Claretta, attraverso il suo promotore Roberto Pizzavini, ha inoltre fatto sapere che è stata avviato una raccolta di firme che nel giro di poche ore ha già superato quota 500 e, replicando di nuovo ai detrattori, ha aggiunto: «Contestarci non serve, perché non porta giovamento alla situazione di Claretta. Se qualcuno ha alternative si faccia avanti e verrà ascoltato, fomentare la polemica non ci interessa».

Gianluca De Rosa
 

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