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L’odissea di un agordino: «Buche ad ogni pioggia»

Mauro Fersuoch ha deciso di vivere a Ronch ma chiede l’aiuto di Veneto Strade. «L’acqua erode la carreggiata, impossibile il transito: bisogna asfaltare»

GOSALDO. Tra le ferite dell’alluvione del’ 66 e quelle della centralina di Valsabbia, c’è chi ci vuole vivere dignitosamente in Valle del Mis. Ma le istituzioni non lo aiutano.

Da Tiser si scende verso Lambroi e da qui si arriva a Titèle, luogo di tante manifestazioni da parte degli ambientalisti contro la costruzione della famigerata centrale fermata dalla Cassazione e per il ripristino della valle. Se si passa il ponte sulla destra si imbocca la strada che porta a California, il famoso villaggio spazzato via dall’alluvione del’ 66.

Trecentocinquanta metri avanti, in località Ronch di Vallalta, Mauro Fersuoch, 41 anni, ha deciso di vivere con la compagna, un figlio piccolo, uno in arrivo e i suoceri. Più avanti abita soltanto un’altra donna. Una scelta, quella di Fersuoch, in controtendenza rispetto a quella di quanti preferiscono il centro della vallata o la pianura, lasciando le valli periferiche in balia dello spopolamento. Se si decide che questo è il dramma della montagna, scelte come quelle di Fersuoch andrebbero sostenute. Ma le cose vanno diversamente.

«È dal 2015 – spiega Fersuoch – che chiediamo a Veneto Strade di intervenire su quel tratto di strada provinciale di cui ha la competenza. Il problema è presto detto: quando piove in abbondanza, trattandosi di una strada bianca la sabbia viene erosa e trasportata a valle e sulla carreggiata rimangono delle grosse buche che rendono difficile e pericoloso il transito». Nell’ottobre 2015 Veneto Strade rispondeva a Fersuoch che era impossibile, a causa della scarsità di soldi, provvedere a lavori di sistemazione definitiva con asfaltatura del tratto di strada. Sottolineava che «a causa delle caratteristiche strutturali e della mancanza di opere di raccolta ed allontanamento delle acque meteoriche, il piano viabile è soggetto a continue erosioni che rendono inutili gli interventi di manutenzione ordinaria essendo gli stessi non duraturi nel tempo». Proponeva infine di intervenire con fornitura e posa di materiale stabilizzato soltanto dopo la realizzazione di opere migliorative adatte alla raccolta e all’allontanamento delle acque di sgrondo del piano viabile. A tal fine chiedeva a Fersuoch di poter fare lo scarico nel terreno di sua proprietà a valle della strada.

«Ho detto a Veneto Strade che non avevo niente in contrario allo scarico sul mio terreno – dice Fersuoch – purché la strada venisse asfaltata, altrimenti mi sarei ritrovato periodicamente a dover raccogliere la sabbia dal prato e riportarla nella sua sede». Da allora tutto è fermo e le brentane dei giorni scorsi hanno aumentato il problema. «Quando sono uscito da casa – dice
Fersuoch – ero incerto se andare al lavoro perché tra buche e ghiaccio era un disastro. Ho sollecitato di nuovo Veneto Strade che ha portato una pala e ha detto che domani (oggi, ndr) farà i lavori. Ma temo sarà qualcosa di provvisorio e, alla prossima pioggia, saremo daccapo».

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