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Resta senza lavoro, “festeggia” in pizzeria

Dopo 13 anni Massimo Ianari non sarà più in Cartiera: «Cambiato l’appalto, non rientro nei piani»

SANTA GIUSTINA. Un pranzo per festeggiare… il mancato rinnovo del contratto di lavoro. Succede anche questo all’indomani di una crisi che evidentemente non è ancora stata messa alle spalle definitivamente. Si sono ritrovati in una dozzina di amici e familiari, al ristorante pizzeria La scogliera di Sedico, per fissare, con un sorriso, un momento così delicato come la perdita del lavoro. La storia è quella di Massimo Ianari, 44enne di origini romane, per tredici anni al servizio della cartiera Reno de Medici di Santa Giustina come portinaio. A fine anno è cambiata la ditta cui era affidato il servizio. Ma a lui, spiega suo padre Giancarlo, il contratto precedente non è stato rinnovato, mentre gli è stata offerta un’altra soluzione, a tempo determinato, che però ha rifiutato.

I due Ianari, peraltro, non se la prendono più di tanto per il mancato rinnovo del contratto, ma si dimostrano risentiti per quella solidarietà da parte dei colleghi che, ascoltando il loro racconto, è venuta a mancare. Giancarlo, padre di Massimo, si fa portavoce della storia sua e di suo figlio. A partire da un tragico evento. «Nell’agosto del 2016 la madre di Massimo, che è figlio unico, è morta di cancro. Quando Massimo è venuto a sapere che lei stava morendo si è sentito male ed è stato ricoverato per una settimana. In seguito a questo drammatico avvenimento, tramite il sindacato, abbiamo chiesto alla ditta a cui allora era appaltato il servizio di portineria che Massimo avesse un impiego part-time. Così, da allora ha lavorato per 10 ore settimanali». Fino a quando «un mese fa la ditta ha perso l’appalto. Così, agli altri quattro dipendenti è arrivata la lettera di licenziamento dalla vecchia società e il nuovo contratto da quella nuova. A Massimo, invece, niente. Ci hanno spiegato che non possono superare un massimo di ore e che lui, dunque, in pratica non rientra nei loro piani. Gli hanno offerto, poi, un contratto a chiamata, a tempo determinato, fino a settembre, quando forse potrebbero proporgli un part-time».

Ianari ha rifiutato. «Come fai ad accettarlo?». Ciò che ha
fatto più male a Massimo e Giancarlo, però, è «notare che dagli ex colleghi non è arrivata neppure una telefonata di solidarietà. È per questo che oggi siamo dispiaciuti, non tanto per la perdita del lavoro. Fortunatamente, abbiamo le spalle larghe».(n.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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