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Condannato e indagato il controllore picchiato

Dipendente di Trenitalia ha fatto scendere un nigeriano senza biglietto regolare. Il tribunale ha punito la tentata violenza privata e ipotizza l’ abuso d’ufficio

SANTA GIUSTINA. E' diventata un caso nazionale la vicenda del capotreno condannato per tentata violenza privata ad un viaggiatore nigeriano. Tra l'altro, durante i momenti concitati della vicenda, il controllore le ha anche prese.

Il giudice Riposati ha condannato il trevigiano Andrea Favaretto a 20 giorni di reclusione, più le spese. Oltre a questo ha disposto la trasmissione degli atti al pubblico ministero Gulli, affinché valuti la possibilità di procedere anche per abuso d’ufficio.

Lo stesso pm aveva  chiesto una sentenza di assoluzione con formula dubitativa per la violenza privata e gli stessi giorni (20) per il reato tentato. Il difensore Fioraso aveva puntato  sull’assoluzione perché il fatto non sussiste, in subordine la formula di non doversi procedere per particolare tenuità del fatto e in ulteriore subordine la derubricazione in esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

Sorpresa per la possibile accusa di abuso d’ufficio, che la procura della Repubblica non aveva preso in considerazione. Ci sarà anche un processo per lesioni a carico di Anyanwu Festus Amaechi, ma risulta che non sia più in Italia.

Il viaggiatore africano era partito da Belluno, in direzione Padova con un biglietto chilometrico non regolare. All’altezza della stazione di Santa Giustina - Cesiomaggiore scatta la verifica e l’uomo esibisce un titolo di viaggio senza la necessaria timbratura. Viene fatto scendere, insieme al suo bagaglio. Il viaggiatore si dirige subito verso la macchinetta obliteratrice, per cercare poi di risalire sul convoglio. Favaretto gli dice «se sali, ti denuncio» e in questo sta il reato contestato. Durante il processo un collega ha spiegato che è facoltà del controllore allontanare un viaggiatore che non ha seguito le regole per rimanere a bordo o che reca disturbo per gli altri viaggiatori. C’è un articolo preciso del regolamento, che è stato letto in aula.

In questo caso il controllore sostiene di essere stato anche picchiato e colpito alle gambe, di conseguenza ha presentato a sua volta

una denuncia.Novanta giorni per il deposito delle motivazioni di una sentenza che ha lasciato allibiti imputato e difensore.

Dopo la notizia della condanna sono arrivate le prese di posizione di Luca Zaia e dei sindacati in appoggio al loro collega.


 

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