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«Limitare la velocità e i rumori sui passi»

In attesa del numero chiuso di auto, gli ambientalisti chiedono di frenare i motociclisti indisciplinati

BELLUNO. Il primo sì al numero chiuso sui passi dolomitici. È quello degli ambientalisti di Mountain Wilderness. Gli stessi che hanno detto di sì al collegamento tra Fedaia bellunese e Fedaia trentino, mentre rotondo è il loro no alla funivia tra Porta Vescovo, Fedaia e Punta Rocca sulla Marmolada. «Il numero contingentato sui passi è senz’altro una proposta da valutare», afferma Luigi Casanova, di Mountain Wilderness, «ma ci vogliono degli accorgimenti strutturali».

Questi sarebbero i parcheggi a monte, vicino ai passi, dove oggi la sosta avviene nel modo più disordinato. «L’ottimale», spiega l’ambientalista, «sarebbe l’organizzazione di park ben ordinati, puntualmente inseriti nell’ambiente, quindi per nulla invasivi. È chiaro che in base ai posti macchina si fanno salire gli automezzi, gli altri restano a valle, magari predisponendo navette per i turisti costretti a fermarsi».

I parcheggi, però, quest’estate non sarebbero pronti. E allora, secondo Casona, le Province interessate – Belluno, Trento e Bolzano – dovrebbe attivarsi con la Polizia Locale e altro personale, anzitutto per vigilare sulla sicurezza e poi per sistemare ordinatamente le auto sui valichi. «Già dall’estate prossima bisogna introdurre il limite dei 60 km orari», anticipa il portavoce di MW, «perché auto e soprattutto moto si cimentano perfino in gare di montagna».

Non solo. È indispensabile vigilare anche sull’inquinamento acustico, limitando i decibel a quota 65. Accade, infatti, che specie i centauri tedeschi o austriaci, entrando dai confini si sbizzarriscono perché non hanno i vincoli presenti nei loro Paesi. Le marmitte talvolta sono trasformate, potenziate. «Dagli alpinisti che salgono le pareti del Sella riceviamo sempre maggiori proteste perché i rumori rimbombano sulla roccia e danno un fastidio tremendo e pericoloso in chi è impegnato in azioni spesso difficili».

Casanova
auspica che questa primavera le Province, i sindaci, le associazioni, comprese quelle degli operatori, si rendano disponibili a mettersi a tavolino per condividere un programma di misure e di interventi. «Le polemiche dell’anno scorso sono improduttive».(fdm)

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