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“Meraviglie” alla Rai, si scatena l’indignazione

Il servizio sulle Dolomiti Unesco si ferma a Trento e Bolzano. Fondazione sotto accusa. Padrin: «Servono verifiche»

L'altra notizia. Meraviglie, Angela tra le Dolomiti fa indignare Belluno La puntata del programma Rai passa tra le montagne Patrimonio dell’Umanità, ma nella sola provincia di Trento. Eppure circa il 46% delle Dolomiti Unesco si trova a Belluno e appena il 12,2% a Trento. Il presidente della Provincia Padrin: “Molto sostengono che Angela abbia citato solo il Trentino Alto Adige perché le due provincie hanno pagato. Non voglio crederci”.

BELLUNO. «Andremo a verificare tutto, i modi ci sono». Roberto Padrin promette di andare fino in fondo per capire cosa non ha funzionato nel programma di Rai 1 “Meraviglie” di Alberto Angela, che mercoledì sera ha fatto tappa sulle Dolomiti. La puntata ha ottenuto il record di spettatori ma per i bellunesi si è rivelata una delusione profonda, perché tutto il servizio è stato girato in provincia di Trento con qualche citazione per Bolzano e nessuna per gli altri territori interessati. Considerando che a Belluno si trova il 46,1% delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità Unesco, a Bolzano il 24,6%, a Pordenone il 13,3%, a Trento il 12,2% e a Udine il 3,9%, parlare delle Dolomiti restando a Trento è come visitare New York fermandosi a Brooklyn.

«Molti mi hanno scritto e telefonato lamentandosi per il programma», prosegue il presidente della Provincia, «e in molti sostengono che Angela abbia citato solo il Trentino Alto Adige perché le due Province hanno pagato. Io non voglio credere che sia così, perché se la televisione di Stato indirizza l’informazione per convenienza economica è molto più che grave. Se invece si tratta di disinformazione, sarebbe meglio che qualcuno rimediasse».

Nei titoli di coda “Meraviglie” ha ringraziato la Fondazione Dolomiti Unesco, che tra le sue finalità ha anche quella di promuovere e diffondere la conoscenza del sito: «Sì e dovrebbe farlo in maniera completa e corretta», osserva Padrin, ma i numerosi errori scientifici, l’ampio spazio dedicato alle pene d’amore della principessa Sissi e al violinista Uto Ughi (che pur avendo la mamma di Voltago Agordino ha parlato unicamente del bosco di Paneveggio) fanno pensare che nessuno abbia fornito contenuti adeguati allo staff di Alberto Angela.

Alberto Angela
Alberto Angela


Nell’attesa che la Fondazione Dolomiti Unesco spieghi in quale forma ha collaborato con “Meraviglie”, c’è chi le rivolge un attacco diretto: «Ancora una volta la Fondazione Dolomiti Unesco si rivela dannosa per la nostra terra», scrive Vivaio Dolomiti in una nota, «in quanto non promuove adeguatamente le meraviglie bellunesi» e invita il presidente Padrin e tutte le altre istituzioni a prendere posizione contro il «continuo svilimento della provincia di Belluno».

Ma è necessario andare oltre il piagnisteo di chi vede Trento e Bolzano approfittare di privilegi sempre più odiosi, perché il problema principale della puntata di “Meraviglie” è stata la disinformazione: «Quando si fa un servizio pubblico servirebbe una maggiore accuratezza», rileva Irma Visalli, che da assessore provinciale si occupò dell’iter per il riconoscimento delle Dolomiti a Patrimonio dell’umanità. «Io a un certo punto ho smesso di sentire la voce di Angela perché ero rapita dalle immagini che erano davvero fantastiche. Il servizio aveva degli aspetti positivi, ma anche alcuni errori clamorosi e pochi contenuti e su questo il rammarico è inevitabile, perché c’è molto da dire sulle Dolomiti». Nel complesso, però, la Visalli cerca di essere positiva: «Credo che oggi ci siano più persone che conoscono le Dolomiti e va bene così».
 

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