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Lattebusche punta sui Bar Bianco: «Sono il 10% del nostro fatturato»

Ieri a Sandrigo la cooperativa ha fatto tredici, inaugurando la struttura più imponente. Bortoli: «Visto il successo, pensiamo a un ulteriore ampliamento del punto vendita a Busche»

SANDRIGO (VICENZA). «La scelta di aprire il primo bar bianco nel 1969 è stata una scommessa vincente ed oggi questa catena di negozi rappresenta per Lattebusche un punto fermo in un mercato del latte estremamente variabile ed esposto alle tempeste internazionali». Inaugurando ieri a Sandrigo (Vicenza) il più grande dei 13 punti vendita diretti dell’azienda, il direttore generale Antonio Bortoli ha ribadito la funzione strategica di questi negozi che ormai rappresentano un presidio della cooperativa di Busche in Veneto e Friuli. «È stato il Bar Bianco ad iniziare la storia commerciale di Lattebusche», ha detto, «e a cambiarne le regole, con il passaparola. Prima avevamo pochi prodotti e non molto conosciuti, mancavano le risorse per pubblicità e comunicazione, non c’era una rete distributiva, ma effettuavamo solo la vendita all’ingrosso. Il Bar Bianco è diventato quindi la vetrina per le nostre produzioni e l’opportunità di comunicare con il consumatore, di lanciare i nuovi prodotti. Oltre a consentire da subito disponibilità finanziaria e una buona redditività».

Il successo, come sempre, lo si misura con i numeri e quelli della catena dei Bar Bianco di Lattebusche parlano da soli: 13 i punti vendita diretti (Busche, Padola, S. Maria Camisano, Sandrigo, Lanzé, Ponte Tezze, San Pietro in Gù, Camazzole, Grantortino, Pordenone, Cordenons, Azzano X, Roveredo in Piano) a cui si aggiungono i due consortili di Dolo e San Dono, una sessantina gli addetti, quasi 800.000 gli scontrini fiscali ed oltre 2 milioni le presenze all’anno, per un fatturato 2017 che sfiora i 10 milioni di euro sugli oltre 100 milioni complessivi dell’azienda.

I soci produttori di Lattebusche sono 400 in 7 province, 290 i dipendenti, 6 gli stabilimenti di produzione, oltre 3.000 i punti vendita serviti giornalmente dalla rete.

Davanti ad un’ampia platea, in cui si notavano fra gli altri Marcello Cestaro patron della Unicomm (marchi Famila, A&O, C+C, Selex) e Ernesto Canella, responsabile commerciale del Gruppo Alì, Bortoli ha sottolineato poi che «questa crescita dei nostri punti vendita diretti, che siamo certi si intensificherà nei prossimi mesi con questo negozio di Sandrigo, non va a scapito del canale di vendita della grande distribuzione organizzata, che per noi è in costante aumento ed ha raggiunto i 47 milioni di fatturato».

«Quando sei anni fa abbiamo deciso di ampliare il Bar Bianco di Busche», ha ripreso Bortoli, «i commenti sono stati: “troppo grande, massa schei” . Il successo invece è stato così incredibile che stiamo già pensando di ampliare ancora gli spazi di quella sede, non più sufficienti a contenere il grande afflusso di clienti che registriamo ogni giorno».

«Il nuovo punto vendita di Sandrigo, realizzato dallo studio tecnico Rigoni&Bortolaso di Bressanvid», ha commentato il presidente di Lattebusche Augusto Guerriero, «rappresenta un’onda di latte sospesa tra terra e cielo ed è un’opera di alto livello architettonico, che ha richiesto 800 giorni fra studi ed autorizzazioni e 200 giorni per la realizzazione».

Soddisfatti anche il sindaco di Sandrigo Giuliano Stival, che ha lodato sia la struttura che la collocazione; il presidente della provincia di Vicenza, Achille Variati, che ha sottolineato la validità dell’idea cooperativistica che da Belluno si è allargata a tutto il Veneto ed al Friuli e che rappresenta un elemento di stabilità rispetto alle varianti del mercato, puntando sulla qualità del prodotto; ed il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti, che ha portato i saluti del presidente Luca Zaia e ribadito «che la Regione si sta muovendo con decisione per attuare un osservatorio regionale contro la contraffazione, così da garantire che sugli scaffali dei nostri negozi si possano trovare solo prodotti di qualità, come quelli di Lattebusche».

Antonio Bortoli ha anche ricordato che ricorrono quest'anno i 25 anni dall'incorporazione della Cooperativa Brega di Sandrigo, che ha portato in dote a Lattebusche i dop come Asiago e Grana Padano, ma soprattutto 160 produttori ed una quota importante di Agriform, aprendo a Lattebusche le porte dell'internazionalizzazione. Ed ha annunciato che nei prossimi mesi presso i Bar Bianco

verrano messe in vendita al pubblico le nuove produzioni di formaggi caprini e vaccini, realizzati esclusivamente con latte biologico di montagna, munto da Cortina a Sappada, e prodotti a Padola, nel piccolo caseificio locale da poco acquisito da Lattebusche.


 

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