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Tre paesi hanno adottato il capriolo Napoleone

A Dogna, Provagna e Soverzene è diventato ormai una presenza familiare. Non ha paura degli uomini, anzi si avvicina per chiedere da mangiare

Napoleone, il capriolo è uno di famiglia A Dogna, Provagna e Soverzene, nel Bellunese, il capriolo Napoleone è stato adottato dalle persone: si avvicina senza timore per avere del cibo (video Mario Zandomenego)

LONGARONE . Napoleone conquista Dogna, Provagna e Soverzene. Niente paura, nessuna nuova ostilità in corso, quanto piuttosto l’arrivo di una nuova mascotte che si aggira tra le case delle tre frazioni.

Napoleone è un giovane capriolo che da circa un mese scende dalla Val Gallina e si avvicina alle case dei tre paesi in cerca di cibo. La sua particolarità è di non aver affatto paura dell’uomo ma, anzi, di avvicinarsi alle persone come farebbe un animale domestico.

«Stavo uscendo di casa per andare al lavoro poco dopo le cinque di mattina», racconta Mario Zandomenego di Dogna, «quando mi sono trovato davanti questo capriolo che cercava da mangiare nel mio giardino. La cosa strana è che non sembrava avere nessuna paura e direi che era molto più interessato al prezzemolo dell’orto che alla mia presenza. Era molto pacifico e anche quando è uscita mia mamma Luciana non si è scomposto più di tanto e ha accettato del cibo direttamente dalla mano come farebbero un cane o un gatto. Per quello che ho potuto vedere non sembrava malato o confuso come può succedere agli animali selvatici quando si avvicinano troppo all’uomo».

La vera sorpresa per Zandomenego è però arrivata quando ha raccontato dell’incontro al bar: «Sembrava che lo conoscessero tutti, ho scoperto che lo avevano già soprannominato Napoleone e che aveva già fatto visita sia a Provagna che a Soverzene nei giorni precedenti; un mio amico, poi, mi ha raccontato che un giorno si era avvicinato anche alla sua baita in Val Gallina per chiedere da mangiare».

Insomma, Napoleone sembra aver già conquistato le simpatie della gente in zona, ma rimane il rischio dei cacciatori e quello della strada, dove può diventare pericoloso per sé stesso e per gli altri: «Spero che il fatto di essere ben voluto da tutti gli valga da salvacondotto e che i cacciatori lo risparmino come alcuni mi hanno già assicurato», conclude Zandomenego, «inoltre essendo ormai un personaggio conosciuto della zona forse la gente passando in macchina farà più attenzione a non investirlo».

È probabile che Napoleone ora si faccia vivo spesso tra le case per via della penuria di cibo dovuta all’inverno e che quindi lo si vedrà sempre meno con l’arrivo della bella stagione; ma se la cosa dovesse invece diventare troppo frequente, è possibile che avvenga ciò che si è già visto in altre occasioni simili, ovvero che debbano intervenire i carabinieri forestali e le associazioni di protezione animale per occuparsi di ricollocare l’animale in una zona più appartata.


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