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Valentina sartini e umberto Guaitani 

«Va bene il “random” Mondiali ma occorre destagionalizzare»

CORTINA. Destagionalizzare, portare tanti eventi durante l’anno, senza puntare su un grande evento random. I Mondiali non c’entrano con la volontà di Valentina Sartini e Umberto Guaitani di rinnovare...

CORTINA. Destagionalizzare, portare tanti eventi durante l’anno, senza puntare su un grande evento random. I Mondiali non c’entrano con la volontà di Valentina Sartini e Umberto Guaitani di rinnovare completamente il Myriam, è solo una coincidenza.

«Il progetto di ristrutturazione venne presentato da mio padre, Giuseppe Sartini, tanti anni fa. Poi, tra una variante e l’altra, il permesso è arrivato un paio di anni fa e ora abbiamo iniziato i lavori. Il Mondiale è un evento in cui crediamo sicuramente, che aiuta per la pubblicità di cui può usufruire Cortina, ma non dev’essere il mega evento che dà la spinta ad investire: dovremmo essere sempre pronti per attrarre gente nel nostro paese», spiega Valentina Sartini, «siamo super entusiasti di fare il nuovo hotel, perché crediamo in Cortina: è un posto meraviglioso, e potremmo essere i migliori, ma dobbiamo darci da fare, soprattutto per destagionalizzare l’afflusso turistico e lavorare tutto l’anno. Eventi come la Lavaredo Ultra Trail, la Coppa del mondo di sci, il Fashion weekend, la Dobbiaco Cortina di fondo, tirano ogni anno di più. È su questo che dobbiamo puntare, senza fossilizzarci sui Mondiali di sci, certo importanti, in cui anche noi crediamo; ma non tanto per le gare in sé, che durano 15 giorni, ma per tutto quello che ci sta dietro: nuove infrastrutture, strade, collegamenti, di cui però al momento non si vede niente».

I due giovani albergatori trasmettono tanta voglia di fare, ma hanno bisogno di collaborazione da parte di tutti.

«Vorremmo tenere aperto tutto l’anno, ma nel fuori stagione dobbiamo collaborare tutti: i negozi, gli impianti sportivi, devono essere aperti. Ci vuole la piscina, con un centro benessere di livello, una bella palestra. Fuori stagione potremmo lavorare molto con gli stranieri, ma questi non possono arrivare qui e trovare tutto chiuso. Speriamo che qualcuno ci segua, specie i giovani. Non possiamo accontentarci

e continuare a sederci sugli allori. Il grande boom che ha avuto Cortina tra gli anni ’70 e ’90 non tornerà più. Il mondo va avanti velocemente, il turista è più esigente oggi, la concorrenza delle altre località di montagna è tanta, e rischiamo di rimanere indietro». (m.m.)

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