Quotidiani locali

idroelettrico

Alverà fa quadrato contro le centraline

Istanza di un legale a nome di una quarantina di residenti contro gli impianti tra Rio Gere, lago Scin, Pecol e Bigontina

CORTINA. Sospendere definitivamente l’iter burocratico dei progetti di centraline idroelettriche sul torrente Bigontina. È quanto che chiedono una quarantina di cittadini residenti in Alverà: tramite l’avvocato Martina Zampieri, hanno inviato un’istanza, corredata da una serie di firme, a Luca Zaia, presidente della Regione Veneto; a Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno; al sindaco Gianpietro Ghedina.

Sono due i progetti di centralina idroelettrica, presentati e inseriti nel Bollettino regionale, che interessano il torrente Bigontina, quello che attraversa l’abitato di Alverà; quello stesso torrente che, nell’agosto scorso, a causa della colata che si era innescata dal Cristallo, era tracimato stroncando la vita di Carla Catturani e danneggiando abitazioni ed attività ricettive e artigianali.

Uno dei due progetti prevede la costruzione dell’opera di presa tra le località Rio Gere e lago Scin, e la centralina a Pecol; nel mezzo i tubi di presa che attraverseranno l’abitato di Alverà. Un’opera da 4 milioni di Pro Iter Dolomiti Derivazioni. Un’altra cetralina è prevista invece tra Pecol e il ponte sul torrente Bigontina, nel centro di Cortina, a fianco della circonvallazione. I cittadini sono molto preoccupati.

«Non sappiamo a che punto sia l’iter e alla nostra istanza non abbiamo ancora avuto risposta», spiegano, «ma, come dimostrato dagli eventi franosi dell’estate scorsa, il torrente Bigontina è particolarmente pericoloso, anche perché alimentato dal vicino torrente Rio Gere, interessato da piene improvvise, con importanti rilasci di detriti che si staccano dal Cristallo. Anche la cabina di trasformazione dell’Enel, che è l’ultima opera realizzata nel luglio 2017 nelle immediate vicinanze del ponte di lago Scin, è stata seriamente danneggiata dalla frana dell’agosto scorso. Pertanto abbiamo chiesto di archiviare le pratiche che prevedono la realizzazione delle centraline per salvaguardare ulteriormente la nostra incolumità».

Condivide le preoccupazione dei residenti di Alverà anche il sindaco Ghedina.

«Da parte nostra», spiega, «condividiamo le legittime preoccupazioni degli abitanti di Alverà. Noi siamo inoltre contrari a queste opere che potrebbero danneggiare il territorio, ma soprattutto chi lo abita. Abbiamo chiesto all’ufficio Lavori pubblici di effettuare le verifiche necessarie su questo iter. Le operazioni sono in corso e poi, in base ai dati che ci fornirà l’ufficio, verificheremo se possiamo mettere in atto azioni per bloccare l’iter».

Del tutto si dovrebbe occupare la Provincia, secondo l’assessore regionale alla Difesa del suolo Gianpaolo Bottacin.

«Non ho difficoltà», dichiara, «a condividere le legittime preoccupazioni dei cittadini di Cortina riguardo all’ipotesi di due nuove centraline idroelettriche lungo l’alveo del Bigontina, ma l’istanza di sospenderne l’iter non va indirizzata alla Regione. Colgo infatti l’occasione per ribadire che, dal 2015, in attuazione della legge regionale 25 del 2014 che conferisce forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa,

regolamentare e finanziaria alla Provincia di Belluno in attuazione dell’articolo 15 dello statuto veneto, la competenza relativa all’autorizzazione delle centraline idroelettriche non è più in capo alla Regione ma all’ente Provincia».

Alessandra Segafreddo

TrovaRistorante

a Belluno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro