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Appello di Monsignor Lise ai sindaci: «Siate uniti»

L’arcidiacono di Agordo interviene sul tema della sanità e sprona a fare fronte comune in Regione

AGORDO. Una lettera pastorale ai sindaci dell’Agordino sulla questione dell’ospedale. L’ha inviata monsignor Giorgio Lise, arcidiacono di Agordo e vicario foraneo, «sollecitato dai membri del comitato per l’ospedale di Agordo».

Lise vuole aiutare chi ha il non facile compito di amministrare, chiedendo ai sindaci di mettersi in ascolto delle attese della gente, attese «che hanno il fondamento sul sacrosanto e davvero inalienabile e non negoziabile diritto alla salute».

«L’esperienza amministrativa (ma non solo) vi dice che per essere ascoltati da chi dovrà decidere in Regione sulle nostre richieste, è necessario essere uniti, fare squadra, tanto più che tali richieste (chirurgia h24, ortopedia, servizio di laboratorio analisi, servizio di radiologia, servizio di cardiologia – reperibilità in giorni festivi e di notte, oltre ovviamente ad un Pronto Soccorso degno di tale nome), inserite in un contesto di montagna, non sono né esorbitanti né impraticabili. Penso di poterlo dire pur non essendo un esperto in materia. Ora, non spetta a me entrare nel merito dei motivi che stanno alla base di una palese disunione all’interno della conferenza dei sindaci dell’Agordino, ma faccio appello al vostro senso di responsabilità: quello che si chiede alla Regione, va presentato “tutti insieme”, altrimenti si perde forza e credibilità».

«Cari sindaci – continua mons. Lise – voi mi insegnate che l’elezione popolare vi ha affidato un compito: quello di servire il bene pubblico e, quindi, di cercare davvero il “bene comune”. È vero che di fronte ai problemi della vita sociale, ci si pone spesso in maniera diversa per formazione personale, per schieramento politico o per qualche altro motivo. Ma qui c’è in ballo il diritto alla salute,

diritto fondamentale di fronte al quale deve cadere ogni visione di parte, per quanto legittima e rispettabile. E al cospetto di questo diritto, la compattezza è segno di lungimiranza oltre che la prova evidente che si è davvero al servizio della propria gente “senza se e senza ma”».

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