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Pieve piange il “suo” Giuliano Tabacchi

Il ricordo dell’imprenditore Safilo da parte dell’ex sindaco Antonia Ciotti. I funerali domani nella chiesa del Santo a Padova

PIEVE DI CADORE. L’improvvisa scomparsa di Giuliano Tabacchi, il più anziano della famiglia del fondatore della Safilo, Guglielmo, avvenuta nei giorni del suo 81° compleanno, ha portato a Pieve di Cadore, dov’era nato, una ondata di dolore e di ricordi.

Era molto conosciuto, nonostante avesse lasciato il Cadore subito dopo il diploma, sia per laurearsi, che subito dopo per seguire l’azienda che il padre Guglielmo aveva fondato e che era in pieno sviluppo.

Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona buona e di compagnia, anche se gli impegni lo costringevano ad una certa riservatezza.

Era venuto a Pieve, dove la famiglia Tabacchi conserva ancora il palazzo a nord di Piazza Tiziano, anche nel maggio del 2016, quando l’amministrazione comunale con a capo Maria Antonia Ciotti, volle intitolare all’imprenditore Guglielmo Tabacchi una via: la strada che da via Carducci porta al pronto soccorso inaugurato solo tre mesi prima, che si chiama via “Gugliemo Tabacchi”.

In quello stesso giorno venne scoperta anche una targa sulla casa di famiglia.

«È stato in quell’occasione che lo ho incontrato in forma ufficiale per l’ultima volta», ricorda l’ex sindaco. Era arrivato insieme alla sua famiglia ed era molto emozionato, come anche gli altri famigliari. Una bella giornata nella quale tutto il Comune di Pieve aveva fatto festa. «Una giornata resa ancora più significativa», aggiunge Antonia Ciotti, «proprio dalla sensibilità dimostrata da Giuliano, che al taglio del nastro inaugurale, aveva chiesto che invece dei fratelli ci fossero i nipotini, le generazioni successive. Così il taglio avvenne a otto mani. Un gesto simpatico che è stato applaudito a lungo dai presenti. Tra questi non c’erano solo cadorini, ma anche persone provenienti dagli altri stabilimenti, compreso quello di Santa Maria di Sala. Il mio ricordo», prosegue l’ex sindaco, «va però oltre, perché sono state molte le occasioni d’incontro e di dialogo. D’altronde finché la Safilo ha mantenuto a Pieve il centro direzionale, il rapporto con l’amministrazione comunale era frequente. Il rapporto è stato buono anche in seguito, quando Giuliano ha dovuto affrontare i problemi della sua azienda. È stato proprio durante questi colloqui, che ho potuto notare il suo progressivo riavvicinamento alle radici

cadorine. Evidentemente la sua lontananza dal Cadore incominciava a pesargli. Mi spiace che la sua morte sia avvenuta, come per il padre Guglielmo, nel giorno del compleanno».

I funerali di Giuliano Tabacchi saranno celebrati domani alle 11 nella chiesa del Santo a Padova.

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