Quotidiani locali

Dodici capi d’accusa, un 26enne nei guai

Santa Giustina: dalla violenza sessuale alla pedopornografia, la Procura di Venezia ha chiesto il rinvio a giudizio

SANTA GIUSTINA. La procura della Repubblica di Venezia ha chiuso le indagini ed ha chiesto il rinvio a giudizio di un 26enne di Santa Giustina, accusato di una serie di reati che vanno dalla violenza sessuale su minorenni alla sostituzione di persona, dalla detenzione di materiale pedo-pornografico alla pornografia minorile passando per la tentata violenza privata. Dodici pesantissimi capi d’accusa pendono, dunque, sulla sua testa. L’imputato (difeso dagli avvocati Pierluigi Cesa e Simona Ianese) è stato denunciato dai familiari di due giovani, all’epoca minorenni. Il sistema escogitato dal santagiustinese è quello classico: l’adescamento attraverso i social. Il 26enne per attirare le sue giovani vittime aveva aperto, nell’estate del 2015, un falso profilo con foto di un’avvenente giovane donna di nome Martina su Facebook. Un inganno che gli aveva permesso di entrare in contatto con le sue due giovani vittime, entrambe residenti in provincia di Belluno (una delle quali è parte offesa con l’avvocato Lucia Crosato del foro di Treviso).

Grazie allo stratagemma, fingendosi appunto una giovane ragazza, l’imputato era riuscito ad instaurare, con un fitto scambio di messaggi, una certa confidenza con due minorenni fino a convincerli a mandargli foto e filmati mentre, completamente nudi, compivano atti di autoerotismo. Una volta entrato in possesso del materiale, scattavano i ricatti. Quando i due minorenni si rifiutavano di mandargli altri filmati, “Martina” minacciava di pubblicare su Facebook i video che li ritraevano nudi o impegnati in atti sessuali. All’imputato, la pubblica accusa contesta anche due episodi di violenza sessuale, avvenuti nel gennaio e febbraio 2016, su uno dei due minorenni, costretto a subire abusi in cambio del silenzio sui video compromettenti.

Quando i carabinieri, su disposizione della procura della Repubblica di Belluno, effettuarono la perquisizione nell’abitazione del 26enne santagiustinese, furono sequestrati computer, telefonini e tablet all’interno dei quali fu trovato un arsenale di materiale pedo-pornografico. In particolare, in un tablet furono trovati 563 immagini e 213 video che ritraevano minorenni mentre si mostravano nudi o compivano atti sessuali. In un solo telefonino furono trovati 616 immagini e 875 video dello stesso genere, in un computer portatile altri 600 files tra immagini e video pedo-pornografici.

Gli investigatori hanno anche scoperto che l’imputato aveva partecipato ad una chat su whatsapp, con una ventina di

altre persone, nella quale mandava i video pedo-pornografici. Una situazione a dir poco pesante per il 26enne che, all’udienza preliminare, dovrà difendersi da ben 12 capi d’accusa. Reati per i quali, ipoteticamente, rischia parecchi anni di galera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

TrovaRistorante

a Belluno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik