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Ultima infornata nel panificio comunale

Se ne va un pezzo di storia di Cortina iniziata nel giugno 1910 da Silvio Menardi. La famiglia Bettio proseguirà l’attività in piazzetta San Francesco

CORTINA. Quella della notte passata è stata l’ultima infornata al panifico comunale di Cortina. Poi l’attività si sposterà di qualche metro, in piazzetta San Francesco. Sarà dunque lo storico edificio ad andare in pensione.

«Esatto. Questa non è la chiusura definitiva dell’attività», sottolinea Fausto Bettio, uno dei fratelli attuali gestori del panificio, «causata dalla crisi che tocca pesantemente le piccole aziende artigiane. È più un “arrivederci a 70 metri più avanti a sinistra».

Appena saranno finiti i lavori, verrà infatti ripresa la produzione nel nuovo negozio.

Ma per i cortinesi quella di oggi è comunque una data da segnare in rosso sul calendario. Forse pochi sanno infatti che la vita del panificio nello stabile che oggi chiude era iniziata il 9 giugno 1910: il Comune aveva chiesto un mutuo di 40mila Corone a Innsbruck per la costruzione del panificio. Il 16 febbraio 1911 venne poi nominata una commissione comunale con l’incarico di “pretrattare le varie offerte per la costruzione del forno”, che verrà poi acquistato a Trento e che rimase in funzione dall’autunno 1911 al 1982, come narra Mario Ferruccio Belli in un suo libro. Nel 1927 altra pietra miliare: Erlinda Gillarduzzi sposa Silvio Menardi, panettiere, che dopo la prima guerra mondiale diventa gestore del panificio comunale; gestione che passerà poi a suo figlio Marco.

«Da quando sono venuto qui, che ero veramente poco più che un ragazzino», racconta Bettio, «a prendere in mano questo “panificio comunale”, non mi sono mai sentito un titolare, un legale rappresentante o un imprenditore, ma un custode di questo pezzo di storia. Ho voluto bene a tutto questo, affascinato come se mi avessero tramandato uno dei tesori preziosi di Cortina. E, notte dopo notte, lo scorso 1° ottobre abbiamo tagliato il traguardo di 20 anni di gestione. Produciamo oltre 90 tipi di pane diverso, alcuni dei quali sono delle vere golosità. E poi l’amore per il mio lavoro che trasmetto nei nostri impasti e che li rende, forse, un po’ più speciali».

Prima dei saluti, Bettio fa due ringraziamenti: al Comune (proprietario dell’immobile) che gli ha permesso di realizzare la sua iniziativa; a Marco Menardi e a tutta la sua famiglia che hanno dato fiducia ai Bettio passando loro la gestione del panificio.

«Grazie per averci dato l’opportunità di crescere, promuovere e realizzare un progetto che era un semplice pensiero», dichiara Bettio, «fare il pane per tutti i miei compaesani, per tutti i turisti in questo storico posto è stato davvero un onore. Tanti mi hanno raccontato storie ed aneddoti; ed entrano in negozio anche per riscoprire i loro ricordi tra il profumo del pane fresco. E poi la vita è strana. Sono la persona più felice del mondo se penso al posto in cui mi trasferirò: nuovo, caldo e ben organizzato. E mi fa sorridere anche il fatto che la storia a volte gioca strani scherzi. Il nuovo panificio», conclude Bettio, «sarà in piazzetta San Francesco e lo storico

Mario Ferruccio Belli, nei suoi documenti, ha trovato che era proprio in quella piazzetta che, nel lontano 1910, Luigi Dimai, il Capo Comune, e Giovanni Ghedina, segretario, avevano individuato inizialmente la sede del panificio comunale».

Alessandra Segafreddo

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