Quotidiani locali

«Burocrazia e nuovi costi», la protesta delle Pro loco

Dall’assemblea di Pieve di Cadore appello per chiedere un occhio di riguardo per il volontariato: «Sicurezza sì, ma non a discapito delle associazioni» 

PIEVE DI CADORE. Si alza forte e chiara la voce delle Pro loco bellunesi: sicurezza sì, ma con un occhio di riguardo al volontariato. Questo l’appello lanciato, prima di passare in rassegna bilanci ed eventi, nel contesto della partecipata assemblea provinciale di ieri, svoltasi alla Magnifica Comunità con il supporto della pro loco locale e del Consorzio Centro Cadore.

«Il nostro orizzonte è offuscato da sempre nuove normative, specie in materia di sicurezza, da nuovi costi e responsabilità che ricadono in particolare sulla figura del presidente, ma mettono a dura prova tutti i volontari», ha lamentato il presidente provinciale Espedito Pagnussat. «Sentiamo la necessità di organizzare manifestazioni in sicurezza, ma necessitiamo di norme semplici, chiare e applicabili con un cambio alla normativa, che oggi equipara senza distinzione il volontario ad un lavoratore».

Per questo, ad agosto, 500 volontari avevano incontrato Zaia per chiedere una legge a tutela del volontariato, anche alla luce della tragedia di Refrontolo.

Ieri, all’assemblea, il presidente della Provincia ha accolto l’appello: «Abbiamo già iniziato a lavorare, dopo un costruttivo dialogo con le Pro loco, per un documento unico concertato, rispettoso delle leggi in vigore, che consenta di lavorare con tranquillità», ha rassicurato Roberto Padrin. «Sono chiaramente a favore di una sicurezza di fondo, ma personalmente ritengo vi debbano essere dei limiti che distinguano il volontariato».

Ai reclami legati al tema sicurezza, si sommano quelli verso la burocrazia in aumento sul fronte gestionale, ribaditi ogni anno ma che non sembrano trovare sostegno nelle istituzioni. Ciò nonostante, momenti di aggregazione e di valorizzazione di territori, cultura e prodotti locali non sono mancati e la qualità degli eventi proposti nell’ultimo anno è notevole.

Tra questi, oltre agli apprezzati Spettacoli di mistero, un evento nuovo in campo regionale è stato il Festival delle pro loco del Veneto, svoltosi in autunno a Piazzola sul Brenta, dedicato alla gastronomia e al folclore, dove Belluno era presente con uno stand. Confortano i numeri: «Nel 2017 abbiamo assistito al gradito ritorno della Pro loco di Cibiana, ma purtroppo abbiamo perso l’attiva Pro loco di Sappada, territorio passato in Friuli», ha ricordato Pagnussat.

«Attualmente operano 55 pro loco e 7 consorzi; due sodalizi, Arsiè e Domegge, stanno attraversando qualche difficoltà ma speriamo che il tutto si sistemi a breve». Da quando poi le competenze in campo turistico sono passate alla Regione, i contributi sono calati.

«Per il 2017 la Regione ha stanziato 350 mila euro destinati ai Comitati provinciali e ai consorzi. Sono stati presentati tre progetti: “Itinerari bellunesi” per il Comitato Unpli, “Consorzio Pro loco promuove i suoi frutti” per il Consorzio Pedemontane Val Belluna e uno analogo per il Consorzio Val Cismon.

I progetti prevedevano la realizzazione di www.prolocobellunesì.it e della pagina Facebook, già on line, la stampa

di un numero del Notiziario oltre a 5000 opuscoli in diverse lingue, espositori da banco e borse con i loghi. Premiati poi i presidenti per più anni alla direzione, cioè Nerino Lora (Pro loco Marmarole di Lozzo di Cadore) e Fabio Comel (Zumellese di Mel e Consorzio Sinistra Piave).

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