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In estate i nuovi cassonetti per la raccolta del secco a Belluno

La società ne installerà 150, accorpando alcune postazioni troppo vicine fra loro. Pronto il bilancio 2017, che chiude in utile: 80 mila euro «come da norma»

BELLUNO. Calotte incastrate, addio. Chi è abituato a peregrinare in cerca di un cassonetto del secco che funzioni per poter gettare i suoi rifiuti, presto potrà smettere di farlo: in estate, infatti, tutti i contenitori per i rifiuti indifferenziati saranno sostituiti. Sta per essere bandita la gara che permetterà a Bellunum, la partecipata del Comune che si occupa di raccolta e smaltimento rifiuti e della gestione dei parcheggi, di acquistare i nuovi cassonetti, che saranno installati in tutta la città. Saranno identici a quelli che ci sono a Limana e Trichiana: più moderni e funzionali di quelli a cui sono abituati i bellunesi.

I nuovi contenitori richiederanno anche nuove chiavette per aprire le calotte: «Le spediremo a casa, a tutti gli utenti», spiega l’amministratore unico di Bellunum Davide Lucicesare. «Ma ogni utente dovrà restituire la vecchia chiavetta per riavere il deposito cauzionale di 20 euro». Attenzione, dunque, a non buttare via prima del tempo il dispositivo che oggi permette di aprire le calotte dei cassonetti.

Questo progetto è parte del piano degli investimenti di Bellunum, che si prepara a portare in assemblea il bilancio 2017. «Un bilancio che chiude con poco più di 80 mila euro di utili, quelli di legge», continua Lucicesare. «Si tratta infatti degli utili per la remunerazione del capitale investito». Il 2017 è stato il primo anno intero di gestione del servizio rifiuti in tre Comuni. Oltre a Belluno, infatti, la società raccoglie e smaltisce le immondizie anche a Limana e Trichiana.

Mentre nel capoluogo è Bellunum ad occuparsi della fatturazione agli utenti e di incassare il corrispettivo (la Tari), a Limana e Trichiana sono i Comuni a fare le bollette ai cittadini e a pagare il servizio a Bellunum. «A Trichiana il 2017 si è chiuso bene: il servizio è costato meno di quanto era stato previsto e restituiremo al Comune dei soldi», spiega Lucicesare. «A Limana, invece, c’è stato un aumento dei costi di ottomila euro, che dovremo chiedere al Comune».

Il motivo? «In questo comune vengono prodotti molti rifiuti, che vengono ben differenziati ma che costa smaltire. Gli ingombranti, soprattutto». A Limana si registrano inoltre molti accessi all’ecocentro: i dati sono vicini a quelli di Belluno, nonostante la popolazione sia decisamente inferiore in Valbelluna rispetto al capoluogo.

A Limana la raccolta differenziata ha superato nel 2017 l’86%, a Trichiana l’84%, a Belluno la percentuale è stabile attorno all’80,5%. E proprio nel capoluogo Bellunum è pronta ad investire. In estate saranno cambiati tutti i cassonetti del secco. Le calotte si rompono con grande frequenza, e le manutenzioni costano. Oggi ci sono circa 200 contenitori in città, è probabile che ne saranno installati meno (circa 150) perché alcuni cassonetti sono molto vicini e le postazioni saranno accorpate.

«Per il momento i contenitori rimarranno dove si trovano oggi», conclude Lucicesare. «In una seconda fase accorperemo i contenitori all’interno di isole ecologiche nelle quali gli utenti troveranno tutti i cassonetti necessari, da quelli della plastica a quelli della carta e del secco. Infine vorremmo spostare le isole ecologiche in punti in cui è possibile arrivare in auto, perché abbiamo verificato che quasi tutti gli utenti vanno a scaricare i rifiuti in macchina». E sempre quest’anno saranno realizzate le prime due isole a scomparsa completa, in centro storico: una in piazza dei Martiri e l’altra in piazza Duomo. Il Comune sta

verificando il luogo esatto in cui sistemarle.

Per quanto riguarda l’umico, invece, a Trichiana sono stati installati i contenitori con la calotta e si sta valutando se portare la sperimentazione anche a Limana e, in futuro, anche a Belluno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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