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Ahmetovic in carcere spiega l’aggressione: «Raggiro sul Rolex»

Convalidato l’arresto del croato che ha accoltellato Longo. Il difensore produce documentazione medica sull’indagato 

BELLUNO. Tentato omicidio: Ahmetovic resta in prigione. L’arresto del croato, che a mezzogiorno e mezzo di giovedì ha aggredito e accoltellato il consigliere comunale Bruno Longo, è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari Marson. Accompagnato dall’avvocato d’ufficio Riccitiello, Paso Ahmetovic ha risposto alle domande del giudice, spiegando di aver colpito Longo - davanti al bar all’Angolo di via Vittorio Veneto - per «essere stato raggirato sul Rolex». Ritiene di avere un credito, che risale peraltro a un anno fa, a proposito della replica di un orologio di lusso che avrebbe prima comprato per 250 euro e poi restituito alla vittima.

Il pubblico ministero Gallego ha chiesto la conferma della custodia cautelare in carcere, mentre il difensore ha allegato della documentazione medica che consentirà a Marson di valutare se sia il caso o meno di applicare una misura meno afflittiva e che consenta al proprio assistito di essere adeguatamente seguito. L’ipotesi più credibile è quella dei domiciliari in Psichiatria, la stessa soluzione trovata per D.S., l’agordino che la sera del 27 marzo girava per piazza Vittorio Emanuele con una bottiglia di acido muriatico e ha colpito di striscio al volto una donna di passaggio, oltre che le vetrine di due negozi.

Risultano alcuni accessi anche di Ahmetovic al reparto dell’ospedale San Martino, nei giorni precedenti all’aggressione. Almeno per il momento, l’indagato non si muove dal carcere di Baldenich. Croato di Zagabria, 54 anni, regolare in Italia, disoccupato, sposato con due figli e con precedenti penali per minacce e lesioni, Ahmetovic non risponde solo di tentato omicidio, ma anche di danneggiamento aggravato della Porsche di proprietà di una terza persona (carrozzeria e capote), porto ingiustificato di arma od oggetto atto a offendere (la lama di una decina di centimetri) e minacce ai poliziotti della Volante, che l’hanno arrestato davanti al locale.

Longo, consigliere comunale di minoranza di “Belluno è di tutti” e dirigente del Calcio Belluno, ne avrà per una trentina di giorni, salvo complicazioni. La sua ricostruzione dei fatti è diversa: ha restituito i soldi dell’orologio precedentemente venduto e individua il movente in un prestito non accordato da parte di un amico imprenditore, che in questo momento si trova in Germania per motivi di lavoro: «Ahmetovic pensa che sia stato io a convincerlo a non dargli i 500 euro richiesti, ecco perché mi ha aggredito. Non l’ho fatto, non mi sarei mai permesso. Secondo me, erano giorni che girava con quel coltello e sono sicuro che il suo gesto sia stato premeditato. Voleva uccidermi e forse ci sarebbe riuscito, se non avessi cercato di difendermi con il braccio, dopo essere stato colpito

a pugni».

Incredulità e poche parole sull’accaduto tra gli avventori del vecchio bar da Renzo, attualmente gestito da una famiglia cinese. Conoscono bene sia Ahmetovic, preferibilmente come “Michele” sia Longo, che in diversi avranno anche votato alle ultime amministrative.

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