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Schianto sul ponte Cadore, la procura vuole un perito

Pieve. Uno specialista farà chiarezza sull’incidente mortale di domenica scorsa. Le ipotesi di reato per il conducente dell’Audi sono omicidio e lesioni stradali 

PIEVE DI CADORE. Il consulente dopo i testimoni. La procura della Repubblica nominerà presto un esperto, per chiarire meglio cause e dinamica dello schianto frontale che domenica scorsa è costato la vita alle sorelle ampezzane Vilma e Rita Alverà. Il pubblico ministero Marco Faion, che ha aperto un fascicolo per omicidio stradale plurimo e lesioni stradali a carico del 45enne domeggese R.Z.A., sta aspettando i rilievi completi da parte dei carabinieri intervenuti alle 14.30 sul ponte Cadore.

Nel frattempo sono stati ascoltati alcuni automobilisti, che hanno assistito all’incidente, rischiando di rimanere a loro volta coinvolti. Questione di metri, se non di centimetri.

A sentire i ricordi di chi era per strada, il conducente dell’Audi A4 non procedeva a velocità particolarmente sostenuta, in direzione sud, ma all’altezza dell’intersezione con il vecchio tracciato della statale 51 di Alemagna ha sbandato verso sinistra, finendo per invadere la corsia opposta proprio mentre stavano sopraggiungendo le Alverà a bordo della loro Peugeot 306.

L’impatto è stato devastante per la piccola utilitaria e ha causato la morte delle due donne e il ferimento di moglie e due figli dell’indagato. L’omicidio stradale plurimo è già contestato e le lesioni stradali potranno essere aggravate o meno, a seconda dei tempi di guarigione dei tre passeggeri.

Un ruolo importante, nel tragico bilancio del sinistro, l’hanno senz’altro giocato i dispositivi di sicurezza di qualità ed efficacia diversa, montati sulle due auto.

L’incidente non sembra attribuibile ad un momento di distrazione da parte del conducente dell’Audi, tanto meno a una telefonata con il cellulare, che non è emersa in alcun modo durante le indagini. Pertanto bisognerà capire con la massima precisione cosa e come è successo. L’altra certezza è che le Alverà stavano procedendo per la loro strada, di ritorno da un viaggio al mare e non hanno effettuato cambi di direzione, restando all’interno della corsia di competenza.

Le autovetture sono ancora sotto sequestro e la magistratura si attende qualche altra risposta, prima di disporne il dissequestro e la restituzione ai proprietari. Sui corpi delle due vittime di 77 e 70 anni non è stata disposta l’autopsia, ma soltanto l’ispezione cadaverica esterna, perché l’esame autoptico non avrebbe aggiunto niente di rilevante, anche a giudicare dalle condizioni in cui è ridotto il cofano

della Peugeot.

Il reato di omicidio stradale, che ha sostituito quello colposo, prevede delle pene molto più alte di prima e dovrà essere per forza uno specialista a fare maggiore chiarezza sulle responsabilità dell’accaduto, prima che arrivi il momento del processo penale.

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