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Belluno, attesa finita: cantieri all’ex ospedale

Il Comune ha approvato la convenzione con la ditta Filù: due palazzine per uffici, negozi, appartamenti e spazi pubblici

BELLUNO. I tempi della burocrazia non sono quelli degli imprenditori. Ma la pazienza è la virtù dei forti, dicono. C’è voluto un anno per attuare la delibera del consiglio comunale che costituisce l’ultimo passaggio per avviare il completamento dell’operazione di riqualificazione dell’area ex ospedale civile. Venerdì la giunta comunale ha infatti approvato la bozza di convenzione fra il Comune e la ditta Filù, soggetto attuatore dell’intervento, convenzione che permetterà a Roberto Chemello di avviare le procedure finali per richiedere il permesso a costruire, avviare la gara di appalto e cominciare i lavori nell’area che da anni è un cantiere a cielo aperto.

Il completamento della riqualificazione, dunque, è pronto a partire: Chemello stima di vedere il cantiere aperto fra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Serviranno fra i diciotto e i ventiquattro mesi di lavori per edificare le due palazzine che restano da costruire dove un tempo sorgevano l’ospedale della città e il cinema Edison. «Siamo arrivati», commenta tirando un sospiro di sollievo Roberto Chemello. «Questo è l’ultimo, fondamentale, passaggio. La prossima settimana firmeremo la convenzione e poi avvierò le procedure finali per chiedere il rilascio della concessione ad edificare».

La Filù sta lavorando al progetto esecutivo, che è quasi pronto. Firmata la convenzione potrà partire la gara per affidare i lavori. «Conto di poter aprire il cantiere nella tarda estate, al massimo in autunno», continua l’imprenditore bellunese. «Ci vorrà circa un anno e mezzo, massimo due anni, per completare l’opera». Saranno costruite due palazzine: una con un piano terra riservato al Comune (uso pubblico) e sopra spazi per uffici; l’altra con il piano terra ad uso commerciale (negozi) e sopra una trentina di appartamenti, di piccole metrature, che saranno affittati anche per brevi periodi. Un’opportunità per tutti quei lavoratori che devono vivere in città per qualche mese. Alcuni saranno arredati, altri liberi.

Un progetto diverso da quello pensato inizialmente: un cinema, poi un albergo, ma entrambe le ipotesi sono tramontate nel corso degli anni perché si sono rivelate poco sostenibili dal punto di vista imprenditoriale. La Filù ha quindi chiesto al Comune di modificare la destinazione d’uso dello spazio e Palazzo Rosso ha accettato. Era il 1° marzo 2016. Esattamente un anno dopo è stato approvato il progetto privato, che prevede anche la concessione trentennale di uno spazio che il Comune pensa di adibire a kinder garden (parco giochi coperto), riservandosi però la possibilità di cambiare la destinazione se sarà necessario. In ogni caso rimarrà uno spazio ad uso pubblico. Il 20 dicembre 2017 si è svolta la conferenza dei servizi decisoria, l’11 maggio l’iter burocratico si è finalmente concluso.

In questi giorni sono in corso alcuni lavori preparatori nell’area oggetto dell’intervento: «Sono propedeutici a consolidare i passaggi e l’accesso al cantiere per i mezzi pesanti», spiega Chemello. In pratica un rinforzo strutturale. Inoltre gli operai stanno “girando” la scala pedonale. Oggi consente a chi parcheggia al Caffi di uscire sulla stradina che collega l’area con

via Matteotti. Domani darà su via Loreto: sarà aperto un passaggio fra palazzo Bembo e il negozio di scarpe. Il passaggio fra gli ascensori e via Caffi rimarrà come oggi, ma sarà sistemato l’accesso per i pedoni per evitare che camminino sulle grate, scivolose quando piove.



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