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Con “Nevegapp” gli studenti bellunesi promuovono il Colle

Il lavoro di otto ragazzi degli istituti Calvi, Galilei e Segato. Descritte fauna, geologia e storia di 12 punti di interesse

BELLUNO. Da casera Faverghera al rifugio Col Visentin: fauna, botanica, geologia e storia del Nevegàl non avranno più segreti. Grazie a “NevegApp”, l’applicazione per smartphone progettata e realizzata da alcuni studenti di quarta di tre scuole superiori di Belluno: Ite Calvi, Liceo scientifico Galilei e Iti Segato. Un lavoro durato mesi e portato avanti nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro.

In “NevegApp” sono mappati e descritti 12 punti d’interesse lungo il sentiero delle creste, ma anche lungo la stradina forestale che porta verso il rifugio Bristot. L’applicazione per smartphone Android sarà disponibile a giorni su “Play Store” di Google, dove potrà essere scaricata gratuitamente. Uno strumento in più in mano ai visitatori del Colle. «A ottobre 2017, abbiamo iniziato a mappare l’area», spiegano i giovani protagonisti. «Durante le nostre ore nella Biblioteca civica di Belluno abbiamo poi fatto diverse ricerche su flora, fauna, storia, geologia e geomorfologia del Nevegal. Ricerche che ci sono servite per scrivere i testi presenti nelle diverse sezioni dell’app».

Si è passati poi alla definizione dell’aspetto grafico e alla vera e propria realizzazione dell’applicazione. Partendo dal piazzale del Nevegal, il primo punto è casera Faverghera, cui seguono la palestra di roccia, il belvedere sull’Alpago, i siti caratterizzati da morfologia carsica. E ancora: la descrizione del Cansiglio e del suo fronte franoso, il giardino botanico, il rifugio Brigata, il balcone verso Dolomiti e Laguna, il Col Visentin. Per il ritorno è stata mappata la stradina forestale che passa per Malga Col Toront e arriva al rifugio Bristot.

Per ogni punto “NevegApp” permette di scegliere diversi percorsi, concentrandosi sulla flora o sulla geologia, per fare un paio di esempi. Il progetto è stato sviluppato da Anna Tollot, Sara Dazzi, Serena Fistarol, Sofia Macrì, Piero Novelli, Massimo Stefan, Davide Bergamasco, Gabriele Savi, sotto la supervisione delle insegnanti Arianna Sitta (Calvi), Viola Anesin (Segato) e Mariapaola Colleselli (Galilei).

Nella schermata principale dell’app una barra laterale permette di accedere, tra le altre funzioni, a una guida, alle fonti (con la bibliografia di riferimento) e all’opzione per le condivisioni sui social. «L’app è suscettibile di aggiornamenti», ha detto la professoressa Sitta, «e si sta già pensando a realizzarla in un’altra lingua, oltre all’italiano».

Gli studenti hanno potuto contare sulla collaborazione di Nevegallika. «Siete sulla strada giusta», ha detto Paolo Garaboni, invitando i ragazzi a dare il loro contributo al progetto dell’associazione di mappatura in 3D “Nevegal Loch”. «Mi auguro anche

che ci sia il vostro impegno per far continuare ed evolvere il grande lavoro che avete svolto».

«Ogni anno il Comune di Belluno approfitta dell’alternanza scuola-lavoro per sviluppare progetti», ha evidenziato l’assessore Valentina Tomasi. «L’auspicio è di incrementarli».

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