Quotidiani locali

il lutto

Caduta fatale dal balcone per Giuseppe De Ventura

Canale d’Agordo. Stava facendo delle piccole riparazioni in mansarda quando ha perso l’equilibrio. Il ricordo commosso dei compaesani

FALCADE. Cade dal balcone della mansarda e muore. Il tragico destino è toccato ieri nel primo pomeriggio a Fregona di Canale d’Agordo a Giuseppe De Ventura, 71 anni. Attorno alle 14.30 mentre stava eseguendo dei piccoli lavori di riparazione sul balcone della mansarda dell’abitazione di sua proprietà, a circa 10 metri d’altezza, De Ventura ha perso accidentalmente l’equilibrio ed è precipitato rovinosamente al suolo. È morto sul colpo.

Sul posto sono arrivati i Carabinieri di Falcade che hanno constatato il decesso. La salma è stata ricomposta nella cella mortuaria del cimitero di Caviola. Giuseppe De Ventura era nato a Dobbiaco il 27 agosto 1947, ma era cresciuto a Fregona di Canale. Diplomatosi perito elettronico, si era poi trasferito a Milano dove aveva lavorato all’Ibm. Dopo la pensione, assieme alla moglie svernava in Lombardia dove abita la figlia e poi tornava in Valle del Biois per l’estate. Negli ultimi anni, tuttavia, i periodi agordini si erano decisamente allungati. La notizia della sua morte ha letteralmente sconvolto la piccola frazione di Fregona che fa parte del Comune di Canale d’Agordo, poco distante dal confine con Falcade. Una settantina di persone che tra loro si conoscono tutte. Alcune sono cresciute assieme e sono amiche da una vita.

Ma “Beppino da Fargona”, come era noto su Facebook, era apprezzato pure nel capoluogo. Egli infatti collaborava con la Pro loco di Canale di cui era consigliere. «Per noi era molto prezioso – dice Vigilio Costa, presidente della Pro loco – perché era davvero una bella testa, pieno di idee e viste. Per noi è davvero un momento duro: pochi mesi fa abbiamo perso il vicepresidente Giovanni Serafini, adesso Giuseppe. Ogni giovedì – continua Vigilio – veniva con me a Corvara a prendere le pucce. Stavamo assieme, mi faceva compagnia, ci fermavamo a bere qualcosa, parlavamo di tutto». Sempre disponibile, Giuseppe aveva più volte scritto il testamento in rima in occasione del “Brusa la Vècia” di metà Quaresima. Produrre versi era cosa che gli riusciva bene e per questo più di uno ogni tanto gli chiedeva di rinverdire il suo estro. Collaborava anche con il bollettino della parrocchia di Caviola alla quale era molto legato. Oltre che con le parole era abile nei lavoretti con il legno e sentiva molto la “Sagra di Fregona”, quella della sua

frazione.

«Era una brava persona», dice il neo sindaco del paese, Flavio Colcergnan. Giuseppe lascia la moglie Nazarena Castellani, in passato consigliere di maggioranza proprio con Colcergnan, i figli Serena e Luca e la sorella Giulietta.

Gianni Santomaso

TrovaRistorante

a Belluno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro