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Radiologia, operatività accorciata. Monta la protesta dei comitati agordini

Da ieri i medici (anche a Pieve di Cadore) termineranno il lavoro alle 17,30 invece che alle 20. La Usl: «Abbiamo difficoltà momentanee a coprire i turni. A breve inseriremo nuovi specialisti»

AGORDO. Da ieri i medici radiologi saranno presenti negli ospedali di Agordo e Pieve di Cadore solo fino alle 17.30 e non più fino alle 20. Per questo i Comitati sanità dell’Agordino e del Cadore chiedono le dimissioni della direzione strategica dell’Usl Dolomiti e il M5S Veneto annuncia un’interrogazione. La notizia è stata diffusa nella mattinata di ieri dai Comitati a difesa degli ospedali di Agordo e di Pieve di Cadore.

«Da oggi», hanno detto, «su ordine della direzione aziendale, nelle unità operative di radiologia degli ospedali di Agordo e Pieve di Cadore, i medici finiranno il turno di servizio alle 17,30 anziché alle 20. Si stanno portando avanti scelte fallimentari per le nostre popolazioni che vivono in montagna. Alla nostra provincia serve un progetto per la sanità vero e non basato su promesse. Se la direzione aziendale non è in grado di organizzare adeguatamente i servizi ospedalieri abbia il coraggio di dimettersi».

Nel pomeriggio sulla questione si è fatto sentire anche il Movimento Cinque Stelle Veneto. «Da oggi», ha ribadito, «i medici staccheranno alle 17.30 e da quel momento qualsiasi esame richieda la loro presenza, siano essi in urgenza o di elezione, dovrà essere realizzato a Belluno. Significa che a partire dalle 17.30 le ecografie, le Tac con mezzo di contrasto o altri esami radiologici che richiedano la presenza del medico, sia proveniente dai reparti e sia dal pronto soccorso, dovranno essere effettuati a Belluno, trasportando il paziente in ambulanza. Attualmente gli equipaggi per le ambulanze in servizio sono due e le 17.30 sono un orario in cui gli accessi in pronto soccorso, soprattutto nelle stagioni di punta, sono ancora numerosi. Viene spontaneo chiederci quale sia la logica di questo ulteriore ridimensionamento dei servizi. Ci chiediamo inoltre se si tratti di operazioni concordate con la Regione oppure farina del sacco della direzione medica di Belluno».

Le spiegazioni di quest’ultima, che conferma la presenza dei medici solo fino alle 17.30, sono arrivate nel pomeriggio.

«Questa misura», dice la direzione Usl, «permetterà all’azienda di superare una difficoltà momentanea nella copertura dei turni di radiologia negli ospedali di Agordo, Belluno e Pieve di Cadore. La criticità deriva dalla nota difficoltà a reperire medici specialisti e radiologi in particolare, il cui numero è stato di recente oggetto di ulteriore contrazione. In questo modo», continua la direzione strategica, «si potrà fare fronte ai bisogni della popolazione su tutto il territorio, tenuto conto della necessità di garantire ai cittadini le prestazioni ambulatoriali secondo le priorità stabilite dai prescrittori e di dare sempre pronta risposta ai casi più urgenti, anche attraverso il consolidato strumento della teleradiologia, che comporta l’esame eseguito con le apparecchiature nelle diverse sedi e la trasmissione delle immagini per la refertazione su Belluno dove il radiologo specialista è presente per refertare h24 e sette giorni su sette. Dal prossimo 18 giugno, e successivamente dai primi di luglio, grazie agli sforzi compiuti dall’azienda nel reperire nuove risorse, verranno inseriti nuovi specialisti per garantire il rispetto dei tempi di attesa. Ci auguriamo», conclude

la direzione strategica Usl, «che vengano compresi la dedizione e l’impegno con cui i radiologi, a partire dal direttore di Unità operativa, Paolo d’Andrea, stanno operando per garantire la copertura dei turni, spostandosi fisicamente a rotazione, in tutte le sedi ospedaliere».

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