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il caso

Litiga con la fidanzata e mostra le natiche agli agenti di polizia

Il 33enne è accusato di oltraggio, resistenza e violenza privata. Processato per direttissima, patteggia 7 mesi e 10 giorni

BELLUNO. È finito agli arresti domiciliari per aver mostrato il sedere ai poliziotti che lui stesso aveva chiamato dopo una lite con la fidanzata e la mamma di quest’ultima. Tutto per la custodia di due cani che ha pure liberato nel giardino, stando alle accuse, con fare minaccioso.

A.D.N., 33 anni di Belluno, è stato processato per direttissima, dovendo rispondere di violenza privata, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale: ha patteggiato 7 mesi e 10 giorni davanti al giudice Marson ed è stato rimesso in libertà. Il suo difensore, Gino Sperandio, farà istanza di affidamento in prova, non avendo il suo cliente diritto alla condizionale.

I fatti di cui il 33enne si è reso protagonista sono avvenuti domenica mattina in via Mameli, con i poliziotti che hanno dovuto agire dall’esterno dell’abitazione perchè l’uomo non faceva rientrare i suoi cani corsi, di grossa taglia.

L’uomo aveva bisticciato con la sua compagna proprio per la custodia dei due quadrupedi. I capi di imputazione parlano di minacce, frasi ingiuriose e atteggiamenti intimidatori nei confronti della madre della fidanzata che, intervenuta per spalleggiare la figlia, è stata ripagata con una aggressione verbale e l’impossibilità di uscire dalla proprietà in quanto l’uomo le aveva chiuso il cancello. «Devi aspettare che arrivi la polizia che ho chiamato», le avrebbe riferito.

Arrivate le Volanti della questura coordinate dal dirigente Michele Natalicchio, il 33enne, disoccupato, non avrebbe richiamato i cani nonostante le richieste degli agenti. Questi ultimi sono dovuti uscire e far ragionare l’uomo dall’esterno della proprietà.

Continuando nel suo sfogo incontrollato, quando D.M. ha visto la fidanzata avviarsi con la valigia insieme alla madre, l’ha afferrata e strattonata con forza fin quasi al centro della strada, fino a quando i poliziotti sono riusciti a fermarlo. Ma l’allontanamento volontario delle due donne da quella casa non è stato affare semplice da presenziare per la pattuglia della Volante, visti l’animosità e l’atteggiamento aggressivo dell’uomo che a un certo punto ha inveito anche con gli operatori che lui stesso aveva chiamato, perchè «c’erano due ospiti indesiderati», si legge nelle accuse. Frasi urlate e anche sensi minacciosi: «Sono figlio di un colonnello, mi basta una telefonata! Volete che chiamo M...? Vi faccio vedere io quando vi trovo in giro senza divisa, sto tutti i giorni in mezzo ai cani da combattimento pensate che abbia paura di voi?». Mentre proferiva frasi di questo tenore, ha pensato di abbassarsi i pantaloni

e di schiaffeggiarsi le natiche dopo aver rivolto il sedere verso la polizia. Una “piazzata” che i poliziotti hanno stoppato quando la donna ha tentato di uscire in strada con la valigia che il 33enne voleva strapparle di mano: l’hanno placcato nel tentativo di fuga. —
 

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