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Morbo di Lyme, già 30 casi e molti i bambini colpiti

L’1% di affetti da questa patologia può sviluppare l’artrite, il 5% la meningite. L’allarme per le malattie da zecca resta alto in provincia

Resta alto l’allarme per le Tbe in provincia di Belluno. Ma non da meno deve essere l’attenzione anche per le altre patologie trasmesse dalle zecche, come il morbo di Lyme. L’allarme arriva direttamente dal direttore generale dell’Usl 1 Dolomiti, Adriano Rasi Caldogno, dal primario delle Malattie infettive dell’ospedale San Martino, Ermenegildo Francavilla e dalla responsabile dell’ufficio vaccinazioni, Rosanna Mel.

Nel giro di pochi mesi sono già una trentina i casi, notificati all’azienda sanitaria, di Borrelia: molti riguardano i bambini. «Ma i medici di famiglia sempre più spesso non li comunicano. Erroneamente, perché vanno sempre denunciati, anche perché siamo centro di riferimento regionale per questa patologia», ricorda Francavilla. «È risaputo infatti che soltanto il 30% dei casi di Borrelia viene notificato», aggiunge Mel.

«Ricordiamoci che la vaccinazione è soltanto contro l’encefalite da morso di zecca, non contro le altre malattie che vengono veicolate da questo parassita», sottolinea Rasi Caldogno. «Per cui bisogna stare molto attenti a non farsi mordere». Una cosa non sempre facile visto che gli animali, veri incubatori dei batteri e dei virus trasmessi dalla zecca, sono in costante aumento in provincia. Sono i camosci, i cervi, ma anche roditori più o meno grandi. La zecca, visto anche il clima caldo umido di quest’anno, sta imperversando perfino nei giardini di casa. «Parlare di aree a maggior rischio non è corretto, visto che comporterebbe un calo dell’attenzione da parte di chi frequenta la montagna», sottolinea il direttore generale.

Il sintomo più conosciuto della malattia di Lyme è l’eruzione cutanea a forma di bersaglio chiamata eritema migrante che appare entro 1-2 settimane dall’infezione, ma si può manifestare fino a 30 giorni dopo il morso della zecca. L’eruzione solitamente scompare nell’arco di un mese. Poi potrebbero insorgere sintomi simili a quelli influenzali come linfonodi ingrossati, fatica, mal di testa e dolori muscolari. La persona infettata si sente molto stanca e accusa un malessere, oppure può avere più aree, diverse da quella del morso, ove si ha uno sfogo cutaneo. La malattia di Lyme può coinvolgere il cuore, si può irradiare al sistema nervoso, provocare mal di testa e rigidità al collo fino a giungere a una meningoencefalite. Possono anche manifestarsi gonfiori e dolori alle articolazioni specie alle ginocchia. È quindi necessario sottoporsi alla terapia antibiotica necessaria contro la Borreliosi.

Per evitare di incappare nelle malattie trasmesse dalla zecca, è necessario seguire alcuni accorgimenti. Per prima cosa quando si torna da una gita in montagna bisogna eseguire un’accurata ispezione del proprio corpo per verificare la presenza

di questo parassita. Inoltre se si trova, va asportato correttamente con delle pinzette che si trovano in farmacia. Vietato cospargere la zecca di qualsiasi sostanza per evitare i suoi pericolosi rigurgiti. Resta sempre valida la raccomandazione di vaccinarsi contro la Tbe. —
 

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