Mostre, l'omaggio di Mel a Cima

Al Palazzo delle Contesse "L'800 veneziano, pittura di cielo e di terra"

    di Valentina Damin MEL. Cima ritorna nella sua Mel. Nella sala degli affreschi del municipio, ieri sera, sono stati in tanti a presenziare la vernice di "Luigi Cima e l'800 veneziano. Pittura di terra e di cielo", evento che celebra il 150º dalla nascita dell'artista di Villa di Villa. A fare gli onori di casa è stato il vicesindaco zumellese Silvia Comel che ha dipinto il Cima come: «Uno di noi, perché nei suoi quadri traspaiono i valori di attaccamento alla terra, l'amore che c'è per il nostro territorio. E come molti di noi si è fatto conoscere nel mondo per le sue doti, per la sua passione e per la sua intelligenza».
    Una presentazione tenuta da Antonella Alban e da Giovanni Granzotto, curatori della mostra e del catalogo di tutte le opere in esposizione al palazzo delle Contesse. «Il catalogo», ha spiegato Antonella Alban, «è la testimonianza di questo evento ed è frutto della collaborazione di tante persone, dai collezionisti ai privati, fino ai volontari che hanno lavorato per realizzare questo evento. Un grazie va ad Alessandro Bonesini e a Cosetta Serafini per i loro interventi, e ai grafici che hanno saputo interpretare l'idea della mostra e cioè quella di ricreare l'ambiente veneziano in cui Cima si è formato e ha trovato tanta soddisfazione».

    Visitando alcune sale ci si immerge nell'atmosfera lagunare, in altre, invece si ritrovano i più famigliari profili delle montagne della Valbelluna. «Nella mostra ci sono confronti tematici», ha spiegato la Alban, «per cui ai quadri del Cima vengono affiancati quelli dei suoi maestri, dei suoi amici e dei suoi compagni all'Accademia». L'artista di Villa di Villa scese a Venezia portando con sé l'esperienza e le immagini dell'ambiente vissuto, un ambiente che i suoi amici conosceranno e ritrarranno poi nei loro quadri durante le numerose visite nel bellunese. «Cima era un artista umile e affascinato da tutto ciò che sentiva, che vedeva», ha continuato Antonella Alban, «la mostra si concentra soprattutto sui paesaggi, ma lui si è cimentato anche nel ritratto, nella pittura di interno e nell'arte sacra, lasciando testimonianze in numerose chiese sparse nel Veneto e persino ad Addis Abeba».

    La mostra, organizzata dalla Pro Loco zumellese e coordinata da Renzo Limana, propone insieme l'esposizione dei lavori di artisti come Pietro Fragiacomo, Giacomo Favretto, Guglielmo, Beppe ed Emma Ciardi, Luigi Nono o Alessandro Milesi, dando la possibilità di vedere in che cosa si sviluppasse l'attività artistica veneziana nei decenni di fine'800 e nei primi anni del'900, periodo di nevralgica importanza nella storia dell'arte per quanto riguarda la pittura "di paesaggio".

    Rimarrà aperta fino al 12 dicembre.
    08 ottobre 2010

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