Lincontro dellIdv di ieri con il capogruppo alla Camera Massimo Donadi
BELLUNO. Abolizione di tutte le Province e creazione di pochissime Province montane con status giuridico simile a Trento e Bolzano. L'Italia dei Valori lancia la sua proposta per il futuro di Belluno ma, senza illusioni, si dice disponibile ad appoggiare qualsiasi altra iniziativa utile. Lo ha spiegato il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, che ieri era a Belluno proprio per parlare delle chance di questo territorio. Ieri l'Idv ha organizzato un dibattito sul futuro di Belluno, invitando anche i promotori del referendum provinciale bocciato dalla Cassazione. Moreno Broccon ha presentato a Donadi e al consigliere regionale Gennaro Marotta il quadro socio economico del bellunese, comparato con quello delle regioni vicine a statuto speciale e con prospettive allarmanti, tanto che nel giro di vent'anni i territori alti potrebbero spopolarsi completamente. Colpa di politiche sbagliate e incapaci di costruire prospettive, ma per Donadi è l'intera classe dirigente italiana ad essere responsabile del declino del Paese. «Da 15 anni non c'è politica industriale, non c'è sviluppo delle infrastrutture e non si progetta. Viviamo alla giornata con risposte di pancia, ma l'approccio del "chissenefrega" funzionava quando eravamo ricchi. Oggi», avverte, «il mercato globale vede 3 miliardi di persone competere con noi e la concorrenza non è più pezzente. Paesi come Cina e India sfornano milioni di laureati all'anno e noi non siamo più competitivi. Paesi anarchici come l'Italia, dove il bene comune non è mai stato un valore, non sono più vincenti, perché mancano di efficienza». Per l'Italia dei Valori l'Italia non ha futuro se non diventa monolitica: «La legalità deve affermarsi. Favoritismi, clientelismi, nepotismi frenano il sistema: premiare i migliori, invece, lo rende più efficiente». Poi bisognerebbe tener conto delle risorse che sono sempre meno: «I costi della politica vanno rivisti, perché la democrazia è bella, ma va parametrata alla realtà. Nove livelli di rappresentanza sono troppi». Donadi fa sapere che la politica è la maggiore azienda italiana come fatturato, mai in crisi, e dà da mangiare a oltre 500 mila persone. «I tagli sono inevitabili, ma la politica dovrebbe essere la prima a tirare la cinghia e a riflettere su quello che serve al Paese». Invece no: si tagliano 100 mila insegnanti, ma si lasciano intatte le 500 mila auto blu, o si tengono in vita le circoscrizioni delle città, dove il 95% del budget viene assorbito dall'ente stesso. L'Idv vuole cancellare tutto e lasciare solo Stato, Regioni, Province montane e Comuni, ma anche questi vanno tagliati: l'80% ha meno di 5 mila bitanti, il 50% ne ha meno di 3 mila: «Ci costa uno sproposito». Donadi cita in negativo i due esponenti della Svp che, aiutando Berlusconi, stanno rafforzando Bolzano a danno sempre maggiore di Belluno, e il deputato autore della prescrizione breve (Maurizio Paniz, Pdl): «Persone che vendono la propria dignità e rendono il paese meno sicuro».
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17 aprile 2011