«Nessuna certezza sull'utilità dello skilift»

De Nato (Wwf) e Ferrari scettici sul cantiere del Monte Avena

     MONTE AVENA. Da una parte la questione ambientale, dall'altra quella meramente economica. Continua a far discutere il progetto della nuova sciovia Campon 3 che dovrà collegare gli impianti sciistici delle Buse con quelli del Pian de Lach sul Monte Avena. Alla prima denuncia dei due appassionati di montagna Alessandro Rubetti e Sonia Corso, è seguita la risposta compatta delle istituzioni per voce dei sindaci di Fonzaso, Gianluigi Furlin, e di Arsiè, Ivano Faoro, entrambi in difesa dell'opera. Un sostanziale benestare, a patto di rispettare i dettami della soprintendenza, è arrivato anche dalla sezione di Feltre del Cai. Il progetto suscita attesa e speranza, ma anche perlpessità.  Sul versante dei contrari ci sono il vicepresidente regionale del Wwf, Augusto De Nato, e il consigliere comunale di Fonzaso, Luca Ferrari, capogruppo della minoranza. De Nato e Ferrari affrontano, pur partendo da punti diversi, l'iter del progetto e le sue ricadute a livello ambientale ed economico: «Non si può negare», afferma De Nato, «che una sostanziale modifica del luogo ci sarà eccome, e gli attuali equilibri naturali sono sovvertiti. Si potrà ripristinare al meglio dal punto di vista paesaggistico ma dal punto di vista naturale lì, d'ora in avanti, sarà una cosa diversa. Basti pensare che la stessa neve artificiale altera la cotica erbosa dove si deposita. E' vero che il progetto ha avuto il benestare della soprintendenza, ma è anche vero che la soprintendenza, per fare un esempio chiaro, ha dato parere favorevole alla centrale di Porto Tolle che sta in un parco regionale ed è nell'unico delta italiano».  De Nato entra nel merito del piano neve della Regione: «Prevede il raddoppio delle aree sciistiche nella provincia di Belluno e magari qualche organo competente ha dato parere favorevole qui, per salvare qualcosa da qualche altra parte, viste le pressioni enormi che esistono in questo settore».  Prima di tutto quelli economici, secondo l'esponente del Wwf: «Se non ci fossero investimenti pubblici non rimarrebbe aperto un impianto di risalita non solo nel Bellunese, ma nell'intero arco alpino. E anche nel Monte Avena se non si investono 1,2 milioni di euro, il gioco non vale la candela. Basta guardare i dati Arpav degli ultimi anni e fare un calcolo di quanto rimarrà aperto quell'impianto, e ci renderemo conto che è già in perdita».  Da parte sua, il consigliere comunale di Fonzaso Luca Ferrari, centra il suo intervento sulla questione economica e politica: «Come consigliere comunale di Fonzaso», dice l'esponente della minoranza, «ho chiesto se vi fosse uno studio, un piano economico che sostenesse in maniera decisa l'utilizzo di denaro pubblico per tale investimento. La risposta del sindaco Furlin è stata chiara: non vi è un piano economico, non ci sono studi sui flussi turistici ma si investe con la speranza che questi flussi vadano aumentando. Ne deduco che si investe denaro pubblico a vantaggio di privati, senza un piano economico e uno studio appropriato. A questo punto faccio una proposta: gli amministratori che sostengono il progetto si prendano la responsabilità per i prossimi vent'anni della riuscita economica dello stesso in modo tale da dimostrare coerenza con le scelte prese». (r.c.)

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    17 agosto 2011

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