di Irene Aliprandi
Palazzo Piloni, sede della Provincia
BELLUNO. Nel giro di due anni le Province saranno abolite e trasformate in forme associative di enti locali, disciplinate con legge regionale, con dimensioni di almeno 300 mila abitanti o tremila chilometri quadrati. E' questo il contenuto del disegno di legge costituzionale illustrato ieri agli amministratori della Lega Nord.
I 13 presidenti di Provincia del Carroccio e i rappresentanti delle Regioni Veneto, Lombardia e Piemonte ieri hanno incontrato a Monza i ministri Bossi e Calderoli e il sottosegretario Davico. Il ministro Tremonti si è fatto vedere solo per un istante. L'incontro serviva a chiarire il provvedimento del governo, nei contenuti e nelle motivazioni: «Tutti i partiti, tranne noi, e tutte le categorie economiche hanno chiesto l'abolizione delle Province, non potevamo fare altro», è il riassunto del discorso fatto da Calderoli.
Agli amministratori è stato presentato il testo approvato dal consiglio dei ministri, diverso da quello circolato nei giorni scorsi tra la stampa e l'Unione delle Province e che aveva scatenato le proteste di tutti. Il disegno di legge costituzionale visto a Monza invece raccoglie commenti più morbidi, anche se va analizzato in maniera approfondita nei prossimi giorni: «Abbiamo colto gli aspetti positivi del provvedimento», dice il presidente della Provincia di Belluno Gianpaolo Bottacin, «è ancora tutto da definire, a partire dalla questione finanziaria e su questo ognuno si giocherà le sue carte».
In sostanza la Costituzione verrà modificata, con l'abolizione delle Province, ma anche con la previsione dei nuovi enti regionali. In Costituzione cioè verrà scritto che le Regioni, previa intesa con gli enti locali, dovranno disciplinare forme associative di enti locali e il loro ordinamento con le caratteristiche dette sopra. Di sicuro i presidenti di questi nuovi enti intermedi verranno eletti a suffragio universale, mentre saranno le Regioni a decidere come saranno composti gli altri organismi (consiglio e giunta) e il sistema elettorale. Questi nuovi enti non potranno essere creati su territori corrispondenti alle città metrolitane.
I tempi fissati sono di un anno per la modifica costituzionale e di un altro anno a disposizione delle Regioni per legiferare. In caso di inerzia regionale, alla scadenza elettorale l'ente Provincia verrà abolito e affidato ad un commissario ad acta (nominato dal governo).
Il regime transitorio, gestito da una legge ordinaria dello Stato già prevista nel provvedimento, condanna anche le Prefetture e tutti gli enti di secondo grado (Ato, consorzi...).
Nel frattempo non ci sono novità sui soldi che mancano alla Provincia di Belluno dopo i tagli del governo. Ieri l'assessore al bilancio Carbogno ne ha parlato col sottosegretario Giorgetti e in serata si è riunita la commissione bilancio. Domani la giunta Bottacin affronterà la questione e il giorno dopo scade l'ultimatum della Lega al Pdl.
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13 settembre 2011