Belluno: elezioni comunali, il Pd decide se fare le primarie

L'esecutivo spiega il percorso e lo stupore per Massaro

    di Irene Aliprandi BELLUNO. «Nessuno aveva gli occhi sbarrati. Ma siamo rimasti molto sorpresi». Mentre iniziano ad arrivare le manifestazioni di appoggio alla candidatura a sindaco di Jacopo Massaro, il Partito democratico cittadino interviene per spiegare la prima reazione, poco accogliente, alla notizia. «In primavera abbiamo iniziato un percorso che ha le sue scadenze», spiega Irma Visalli, «e Massaro le ha anticipate, facendo preoccupare qualcuno». La decisione che il Pd prenderà alla fine di questo lungo percorso, i primi di ottobre, sarà se fare o meno le primarie, che dovrebbero tenersi in tempo per avere il candidato a Natale. Il 23 di questo mese il direttivo assumerà una linea che poi verrà portata all'assemblea per la posizione finale, ma alle spalle di questi ultimi passaggi ci saranno stati sei mesi di riunioni, in alcuni casi quasi tutti i giorni. Un fatica immane, ma al Pd ne vanno fieri. «La candidatura di Massaro», continua la Visalli, «ha lasciato tutti un di sorpresa e stiamo ricevendo un sacco di messaggi di gente che vuole capire cosa succede, ma non è vero che il Pd è "andato in panico". Il mio comunicato voleva solo descrivere quale percorso sta facendo il partito e a che punto siamo. Anche per correttezza nei confronti degli alleati». Il Pd ha già incontrato la civica Insieme per Belluno (una delegazione ristretta poi è andata, ma non ufficialmente, da Orlando Dal Farra, intenzionato a candidarsi ormai da tempo e iscritto al Pd), l'Idv e Sel, ma ci saranno riunioni anche con l'Udc, il Patto per Belluno, La Sinistra e tutti i possibili alleati di area. «Le nostre regole», dice la Visalli, «prevedono le primarie, tranne in casi eccezionali e in esecutivo c'è chi le vorrebbe e chi invece pensa che si possa convergere subito su un unico candidato. Facciamo le cose seriamente, senza guerre e mai come in questo momento il Pd sta lavorando senza tattiche». In una piccola città come Belluno però, è impossibile non venire a sapere che, mentre c'è un Pd che investe mesi per una decisione, ce n'è un altro che lavora "all'antica", cercando candidati da considerare "affidabili". «Anche Massaro ha fatto incontri segreti, la politica è fatta così», dice Roberto De Moliner, che dopo l'esperienza Zoleo non è impaziente di vivere un'altra primaria. «Ma prima si fa il progetto, poi si scelgono i candidati. Massaro ci ha sorpresi, lui è una risorsa per il Pd, ma in caso di primarie tutti i candidati vorranno avere le stesse chance e Massaro, uscendo prima, ha un vantaggio che dovremo riequilibrare». Paolo Bello è il più severo e si dice addirittura «dispiaciuto» dall'accelerazione del capogruppo: «L'uscita di Massaro prima dell'assemblea ha cancellato il lavoro del partito. Jacopo è una gran risorsa, ma deve spiegarci il progetto di rinnovamento e spero che, se dovesse perdere le primarie, aiuterà comunque il vincitore».

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    18 settembre 2011

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