BELLUNO Doveva essere il giorno della sentenza per un cinquantenne padovano accusato di aver molestato la nipote quando era ancora minorenne, ma le trascrizioni stenotipiche dei verbali delle...
BELLUNO
Doveva essere il giorno della sentenza per un cinquantenne padovano accusato di aver molestato la nipote quando era ancora minorenne, ma le trascrizioni stenotipiche dei verbali delle precedenti udienze si sono rivelate lacunose ed, in alcune parti, incomprensibili. Per questo motivo i legali della difesa e della parte civile, cui si è opposto il pubblico ministero Simone Marcon, hanno chiesto ai giudici del collegio (Antonella Coniglio presidente, a latere Federico Montalto ed Eisabetta Scolozzi) di rinviare l'udienza di discussione. Una richiesta che alla fine è stata accolta. Il processo è stato aggiornato al 23 novembre.Il caso scoppiò tra i banchi di scuola, nel settembre 2007. La ragazzina confessò ad un insegnante di essere stata molestata dallo zio, il fratellastro della mamma.
Due gli episodi contestati. Il primo risale al dicembre 2002-gennaio 2003 quando la ragazzina, 11enne, trascorse le vacanze invernali nella casa dello zio in una località cadorina. La giovane ha raccontato di essere stata palpeggiata nelle parti intime, nel letto matrimoniale dello zio, con la scusa di vedere se pube e seni "si stessero sviluppando".
Il secondo sarebbe avvenuto alcuni anni più tardi, nell'estate 2007, quando aveva 15 anni, in un campeggio a Sottomarina. In quel caso, lo zio le avrebbe tolto la maglietta ed il reggiseno, allungando le mani in particolare con pizzicotti nel sedere. Inoltre diverse sarebbero state le volte in cui l'imputato l'avrebbe fatta assistere a filmati pornografici.
"Mi sono sempre preoccupato - si è difeso l'imputato nel corso dell'ultima udienza - di quella ragazza, assieme alla mia compagna, fornendo aiuti economici e vestiario. Non ho mai dormito con mia nipote nello stesso letto né ho mai visionato filmati pornografici con lei”.
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