Stefano Illing (“Cortina Turismo”): «Per scovare proprietari di Ferrari evasori l’Agenzia delle Entrate aveva modi ben più semplici e non catastrofici per noi»
CORTINA. «Saint Moritz ringrazia». Così Stefano Illing, presidente di “Cortina Turismo”, commenta l'operazione dell'Agenzia delle Entrate. «Mi stanno arrivando numerosi sms dalla Svizzera», dice Illing, «con cui ironicamente ringraziano il Fisco per questa operazione mediatica che danneggia Cortina e favorisce altre località. L'esperienza e la professionalità dei funzionari dell'Agenzia è tale che non sanno nemmeno che i controlli incrociati tra auto di lusso e redditi del proprietario possono essere fatti direttamente al computer senza inutili atteggiamenti vessatori e criminalizzanti nei confronti degli operatori turistici e dei cittadini in vacanza. Non servivano 80 ispettori per trovare qualche proprietario di Ferrari che non ha la denuncia dei redditi in regola. Cortina deve garantire serenità ai suoi ospiti e l'Agenzia deve garantire serietà ed equilibrio nello svolgimento del suo importantissimo compito; ma in questa occasione non l'ha fatto. E' difficile stare sul mercato, è difficile proporre un turismo di qualità in questo particolare periodo economico, con una congiuntura che attanaglia il settore; in più si fanno queste operazioni con l'unico scopo di riempire pagine di giornali e tg che danneggiano gli imprenditori. Cortina è la meta di chi apprezza la bellezza, la ricchezza non è una colpa né un peccato e non va punita. Non si può far passare il messaggio falso», sottolinea Illing, «che Cortina è la Regina dell'evasione. Chi viene a Cortina in Ferrai e non denuncia il reddito adeguato è giusto che sia punito, ma poteva essere beccato anche altrove. La prossima volta con la Ferrari andrà in Svizzera o in Austria. L'operazione è servita solo a creare un clima di terrore: ho parlato con i consorziati e sono preoccupati. Io so già che domani avrò il Fisco nei miei uffici, ma difendo a spada tratta l'operato di chi a Cortina lavora con serietà e professionalità, nel rispetto della legge, e di chi ci viene in ferie per stare tranquillo e non può sentirsi vessato archè guida una Maserati. E' stata solo un'operazione mediatica pompata in grande stile da Roma. C'è di sicuro il Governo dietro che vuole far vedere agli italiani cosa significa parlare di equità. Ma così non si è per nulla equi. Non ha alcun senso paragonare gli scontrini fatti in un locale del centro da un giorno all'altro perchè si sa benissimo che i turisti per passare il Capodanno a Cortina arrivano all'ultimo, anche il 31 steso. Inoltre c'è il fattore tempo: quest'anno il 30 era brutto, e allora è chiaro che chi decideva di mangiare fuori lo faceva in centro e non in rifugio».
Sulla stessa linea Enrico Ghezze, presidente degli impiantisti di Cortina, San Vito, Auronzo e Misurina. «A questo punto», dichiara, «possiamo chiudere bottega. Se Cortina è su tutti i giornali dipinta come patria dell'evasione, abbiamo finito di fare turismo».
«La spettacolarizzazione di controlli legittimi danneggia Cortina e la laboriosità dei suoi cittadini, mortificando anche il lavoro di chi, tutti i giorni, come la locale Guardia di Finanza, sorveglia gli evasori che vanno certamente stanati, ma non danneggiando la faticosa attività di chi fa del turismo, sopratutto in tempi difficili come quelli attuali, una indispensabile ragione di vita». Lo afferma Maurizio Paniz, componente della commissione Giustizia della Camera. «E vedremo comunque», prosegue, « se lo stesso avverrà a Capri, Taormina o in Costa Smeralda perchè il Nordest non deve continuare a sostenere, con l’impegno dei suoi lavoratori, il peso del resto d’Italia».