Pdl verso il congresso il coordinatore sarà Stefano Ghezze

I giochi si chiudono oggi con la decisione sulla corsa unitaria Ancora sospese le tessere della corrente di Carbogno

    di Irene Aliprandi

    BELLUNO

    La convocazione ufficiale è arrivata ieri: il congresso provinciale del Pdl, il primo dalla sua creazione, si celebrerà sabato 11 febbraio. L’appuntamento per gli oltre 450 iscritti e aventi diritto al voto, è al Palazzo dei servizi di Sedico dalle 9.30 in poi, con seggi aperti dalle 12 alle 19. L’esito del congresso si può già delineare, almeno in parte, perché alcune decisioni fondamentali verranno prese questa mattina.

    Le candidature vanno presentate entro domani, con liste da 17 nomi: coordinatore, vice e 15 nomi per il coordinamento, che sarà formato da 30 persone, perché le altre 15 dovranno emergere dal congresso stesso. Una lista è già stata depositata in sede per la raccolta delle 40 firme a sostegno e vede, come candidato coordinatore Stefano Ghezze, ex presidente del consiglio provinciale e cittadino di Cortina dove è stato assessore e potrebbe candidarsi a sindaco.

    La vittoria di Ghezze è praticamente scontata, ma a monte c’è una vicenda piuttosto complessa.

    Il nome dell’ampezzano è emerso l’altra sera, nell’ambito della corrente che può essere ricondotta all’attuale coordinatore Maurizio Paniz, sulla base di un accordo territoriale che desse maggior soddisfazione alle terre alte che hanno sempre votato compatte per il Pdl. Ghezze ha tutte le qualità per fare il coordinatore, uomo moderato e in grado di unire il partito. Dunque quello giusto. Nella lista depositata ieri, il vice sarebbe Floriano Pra (ex assessore regionale), assente lo stesso Paniz, ma ci sono quasi tutti i big delle varie aree, tranne quella liberale e con una minima rappresentanza degli ex An.

    Queste due componenti sono nell’altra corrente, quella che intendeva candidare Michele Carbogno, al momento fuori gioco perché le 208 tessere raccolte e portate a Roma prima della scadenza, sono state sospese per un vizio di forma: al posto di fare un bollettino postale per ogni tessera, le iscrizioni sono state pagate tutte in un unico bollettino.

    Il precedente di Vicenza, assai più clamoroso visto che si ipotizzano illeciti penali, ha indotto il Pdl a bloccare tutte le tessere con qualche problema, anche se le tessere di Belluno e di altre città sono tutte “vere”. Paradossalmente a Vicenza è stato raggiunto un accordo e il principale accusato del pasticcio sarà addirittura coordinatore, mentre a Belluno non se ne parla nemmeno per la netta opposizione di Paniz.

    Con quelle 200 tessere però la corrente An-Giovani-Liberali diventerebbe maggioritaria e la prospettiva di governare un partito a metà, di fatto spaccato, non dev’essere gradita nemmeno a Ghezze. A livello superiore, inoltre, si preme perché venga raggiunto un accordo: le tessere di Carbogno possono essere validate, in cambio di un congresso unitario, cioè con le due correnti fuse in un’unica lista, con il vice coordinatore destinato alla corrente “minoritaria”.

    Come detto alcuni non sono d’accordo: «Le regole sono regole, noi le abbiamo rispettate e domani (oggi) mattina spediamo la lista», spiega il braccio destro di Paniz Orazio Da Rold, contrario anche lui alla fusione, quindi non resta che aspettare la fine della trattativa. La scadenza è obbligata: entro oggi la decisione va presa, ma in mancanza di un accordo la corrente di Carbogno potrebbe anche decidere di non presentare nessuna lista, lasciando fuori dal partito componenti importanti del Pdl e di prospettiva, come i Giovani.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    03 febbraio 2012

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