Il sindaco di Feltre mostra le foto di un condominio di dodici piani crollato per la pioggia e invita alla riflessione: «Ecco come costruiscono anche le scarpe e i giocattoli»
FELTRE. Guarda un po’ come costruiscono i cinesi: un condominio di dodici piani senza basamento, che - complice la pioggia - crolla tutto intero. E questa «è la stessa gente che produce i giocattoli e le scarpe per i vostri figli e che vorrebbe costruire tutte le vostre automobili». Riflessione finale, rivolta al lettore: «Non si sente meglio ora, sapendo che questo popolo fabbrica quasi tutto quello che noi acquistiamo ed usiamo oggi?». Il messaggio, con il corredo di 17 diapositive, circola da un mese su internet, via mail e su qualche sito. La storia, per molti aspetti, è sospetta e c’è chi ipotizza che si tratti di una bufala come tante che girano in rete. Ma il sindaco Vaccari la considera vera e particolarmente significativa, al punto che da ieri il racconto compare come prima notizia sul sito istituzionale del Comune. E il sindaco-senatore la annuncia addirittura con una nota stampa nella quale si legge: «È gradito informare che sul sito del Comune è stato pubblicato un file che si ritiene interessante in quanto testimonia delle modalità utilizzate nell'edilizia in Cina per costruire le abitazioni, nel caso specifico un condominio e delle possibili nefaste conseguenze».
Dunque partendo da una sospetta sciagura - il crollo di un condominio - e passando per una serie di analisi tecniche sommarie (lo scavo di un garage con la terra ammucchiata sul retro dell’edificio, il ricorso a piloni cementizi cavi senza armatura) si propone una tesi piuttosto singolare: non essendo capaci di edificare un palazzo, i cinesi tutti - ovvero un miliardo e 400 milioni di persone - sono incapaci di costruire qualsiasi cosa, dalle scarpe ai giocattoli e perfino le auto. Da qui la conclusione più logica, non detta ma implicita: meglio non comprare prodotti cinesi.
L’episodio è destinato inevitabilmente a suscitare polemiche. Sia perché a promuovere l’iniziativa è stato un sindaco, senatore della Repubblica, sia perché il link al fotoracconto campeggia sul sito istituzionale del Comune, in bella vista nel menù principale, sopra una testimonianza del giorno della memoria, le informazioni di servizio sui certificati, sulla maratona di lettura e sugli orari di accesso al museo. È dunque l’ente e non il sindaco (che è ingegnere sì, ma idraulico) a schierarsi in modo inequivocabile contro i maldestri costruttori dell’intera Cina.
La prima reazione arriva dal Pd ed è una condanna durissima. «È un fatto gravissimo e inaccettabile», tuona il capogruppo in consiglio comunale Marcello Malacarne. «Il comportamento di Vaccari è inspiegabile, a meno che non si tratti di un programma di riabilitazione varato dalla Lega, che contro la Cina si era già mossa tempo fa. Il nostro sindaco arriva tardi e male, poco prima dell’oblio a cui ormai è destinato e al quale si è condannato con azioni di questo tipo. La gravità di quello che ha fatto è doppia se si considera che ha utilizzato per un proprio presunto tornaconto il sito istituzionale del Comune, che avrebbe tutt’altra finalità. Fossi un cinese, non mi farebbe piacere. Ma neppure come feltrino mi sento sereno. Credo che a questo punto Vaccari debba qualche spiegazione a tutti». L’opposizione preannuncia la presentazione di un ordine del giorno, da discutere in consiglio comunale nella prossima seduta.
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