Tambre, il sindaco Facchin ribatte all’associazione pro apertura
TAMBRE
Il “buco nell’acqua” della nuova piscina? Non è colpa dell’attuale amministrazione. Lo dice il sindaco di Tambre Oscar Facchin rispondendo alle critiche della costituenda associazione per la piscina sul bando per la gestione dell’impianto, andato deserto.
«Deserto perché il bando era troppo restrittivo e troppo impegnativo?», si interroga Facchin. «Ma perché non ci si chiede invece quando sia stato creato e chi lo abbia in realtà prodotto il buco nell’acqua al quale con enormi difficoltà stiamo cercando di porre rimedio? La colpa non è certo del sottoscritto che nel bando ha cercato – come credo sia dovere di un sindaco fare – di tutelare al meglio gli interessi del Comune, alla ricerca di un gestore che ne garantisse la continuità».
«Se il bando è andato deserto», prosegue Facchin, «c’è una motivazione sola: una struttura sovradimensionata per un bacino troppo ridotto incapace di garantire una, ancorché minima, rendita. E si tratta di un peccato originale difficile da estirpare. Senza dimenticare che, oltre all’impegno finanziario per porre rimedio alle scelte sbagliate dell’impianto natatorio, abbiamo già dovuto e dovremo porre rimedio anche alla struttura della scuole media e della palestra per problemi e inadempienze pregresse che ne impediscono un utilizzo pieno ed efficiente».
E Facchin lancia una proposta alla costituenda associazione: «A chi sta cercando di porsi come attore di questa situazione dico che ben venga la “costituenda Associazione per la piscina ed il collegamento ambientalmente corretto con il Piancavallo”. Così si sottofirmano, ma trascuriamo pure questo secondo aspetto. Avrei così un interlocutore ufficiale. Un’associazione che tanto per cominciare, potrebbe impegnarsi concretamente e chiedere subito un contributo di 30€ a testa al migliaio di firmatari della petizione per la riapertura della piscina. Trentamila euro che sommati ai 20 mila di contributo della pubblica amministrazione (17.500 di Tambre e 2.500 di Farra), e all’investimento attualmente in corso per completare l’area fitness ed installare un impianto a bio-massa per la riduzione dei costi energetici, potrebbero essere sufficienti ad avviare la gestione dell’impianto».
E Facchin conclude: «Confesso di essere un po’ stufo nel continuare a sentirmi ripetere quello che devo fare. Nessuno sinora, né tantomeno la costituenda associazione, mi ha mai sottoposto un piano concreto».
Loredana Stiletto