Accolto dai giudici il reclamo di 85 dipendenti contro la revoca dell’orario ridotto assegnato dall’Usl 2 di Feltre prima del 2008
FELTRE
Il collegio dei giudici del tribunale del Lavoro di Belluno ha accolto il reclamo di 85 dipendenti dell’Usl 2 di Feltre, fra infermieri tecnici ed impiegati, contro la revoca del part-time, concesso e assegnato dall'azienda sanitaria prima del 2008. Nel pomeriggio di giovedì i giudici hanno depositato in cancelleria le motivazioni in base alle quali hanno accolto il reclamo degli 85 dipendenti, assistiti legalmente dall’avvocato Andrea Colle e sostenuti dalla Uil-Flp del segretario provinciale Gino Comacchio.
La vicenda riguarda la decisione dell’Usl 2 di ruotare il part-time, revocandolo a chi ce l’aveva da anni per estenderlo ad altri lavoratori. La proposta sindacale presentata in maggio in vista della trattativa con l'Usl per definire le nuove regole di accesso all’orario ridotto, non fu sottoscritta dalla sigla confederale Uil-Flp. Che, un mese dopo, indisse un'assemblea, alla quale parteciparono un centinaio di dipendenti di cui 85 sottoscrissero il ricorso d’urgenza al giudice del Lavoro. Il ricorso ad agosto fu respinto, ma i giudici del collegio del tribunale (Giacomelli, Montalto e Coppari) hanno accolto il reclamo presentato dall’avvocato Andrea Colle.
Fra i motivi del contenzioso, c'è il fatto di avere esteso il decreto legislativo in vigore dal 24 novembre 2010 (che prevede di rivedere i part-time e di riassegnarli con durata triennale) indistintamente a tutti i dipendenti, compresi quelli che ne beneficiano da almeno vent'anni. L'Usl avrebbe insomma recepito troppo alla lettera, senza tener conto delle esigenze soprattutto delle donne lavoratrici del Santa Maria del Prato, un decreto che prevede il rientro a tempo pieno anche da parte di chi ha ottenuto il tempo ridotto molto prima del 2008. La legge dice che gli unici part-time che non si toccano sono quelli assegnati per malattia oncologica che restano a tempo indeterminato. Per tutti gli altri è prevista la turnazione dei posti disponibil.
Ovviamente soddisfatto il segretario provinciale della Uil-Flp Gino Comacchio, artefice del reclamo accolto dai giudici. «Mi auguro che in futuro ci siano provvedimenti concertati tra lavoratori e azienda. Questa è una vittoria dal punto di vista giuridico ma una sconfitta per l’amministrazione pubblica. Dover adire a vie legali non è mai un buon viatico. Il mio auspicio è che in futuro si possano costruire percorsi condivisi tra Usl e personale. Spero che anche i lavoratori e i loro rappresentanti cambino mentalità ora che si va verso il rinnovo della Rsu».
Soddisfatto anche l’avvocato Andrea Colle, solitamente parco di commenti: «Le motivazioni del giudici che hanno accolto il nostro reclamo sono, a mio giudizio precise, puntuali e sensibili nei confronti dei lavoratori».
L’Usl ora può anche proseguire la battaglia con i dipendenti chiedendo un giudizio di merito. Ma lapidario sembra un passaggio delle motivazioni dei giudici: «Difetta a sostegno dell’esercizio del potere di revoca esercitato dall’Usl reclamata, ogni riferimento a specifiche, concrete ed attuali esigenze organizzative e di servizio, essendo le giustificazioni addotte enucleate in formula pigramente ripetitive del dettato normativo e in diciture mai dettagliate in relazione alle mansioni dei lavoratori interessati e alla loro posizione organizzativa».
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