Belluno, guerra tra candidati nel Pd
Massaro: tre punti per il programma  

Lavoro e impresa, qualità della vita e città laboratorio della politica. La sfida dell’ex capogruppo: una lista civica non mi basta

    di Irene Aliprandi

    BELLUNO

    Una lista civica forse non basterà, perché le frontiere sono aperte. In assenza di novità, abbandonata la speranza nelle primarie, Jacopo Massaro lancia (ma è più corretto dire rilancia) la sua candidatura a sindaco e parla già del programma. Non ci sono alleati con lui, fare nomi è presto, ma l’ex capogruppo del Pd lascia intendere che il giro è corposo. «Non ho registrato novità nel panorama politico locale. I partiti stanno facendo il loro lavoro, ma con tempi che non seguono quelli della vita reale e le necessità dei bellunesi. Credo sia urgente e necessario smuovere le acque e abbozzare il progetto politico. Io sono pronto, avevo rallentato per capire se sarebbe successo qualcosa, ma a questo punto è ora di partire».

    Tre i capisaldi del progetto di Massaro, che parte dalla città come punto di riferimento: «Serve un nuovo assetto socio economico, Belluno ha bisogno di un piano di rilancio turistico e di diversificare le attività. Il Comune dev’essere riferimento del mondo del lavoro e di tutte le situazioni in cui bisogna ragionare sugli eventi e tentare di agire». L’esempio più attuale è la crisi di Zadra: «Una grande realtà che sta per chiudere e nessuno se ne preoccupa. Il Comune dovrebbe essere catalizzatore e partner delle imprese, nel reperimento dei fondi (tipo il Gal) e per accompagnare lo sviluppo economico del territorio». Massaro cita anche un patto per il pagamento dei crediti delle imprese verso gli enti pubblici: «Oggi il Comune amministra se stesso, non pensa al rilancio», che passa anche per un nuovo Piano di assetto del territorio: «Dobbiamo ridisegnare la città per i prossimi vent’anni e creare piattaforme logistiche».

    Il secondo punto del progetto riguarda la qualità della vita: «Che è altissima ma non riesce a catalizzare persone e aziende. La qualità della vita è il nostro prodotto migliore, ma deve riuscire a riportare qui i giovani che hanno fatto valigia, il futuro di Belluno si gioca sul la presenza delle nuove generazioni». Ma come riuscirci?». Bisogna accorciare le distanze con la pianura, toglierci dalla marginalità fisica, puntare sui collegamenti pubblici», ma anche: «Dare servizi alla famiglia, riadattare l’offerta alle esigenze attuali», inoltre: «Sviluppare un piano di edilizia popolare e calmierata per emancipare i giovani».

    Il terzo punto è politico e svela il dialogo tra Massaro e soggetti non cittadini per un lavoro che andrà oltre il capoluogo: «Un laboratorio politico per Belluno e per tutta la provincia, superando i partiti e riprendendo in mano le redini del nostro territorio, che ha bisogno di una nuova governance. Belluno è il comune più grosso e attrezzato e dev’essere in prima fila nel proporre un modello alternativo basato sulla riorganizzazione, l’informatica e sulla fine delle barriere culturali. Finora abbiamo vissuto di piccole guerre di paese, ma la situazione della sanità ci dimostra che è un errore. Serve un nuovo sistema di relazioni con Venezia che non è un’antagonista ma un interlocutore cui proporre le nostre alternative».

    Con questi tre punti fermi, Massaro ha aperto la fase programmatica con le persone che lo sostengono e che verrà allargata al confronto con tutti, comprese le forze politiche: «Senza schieramenti precostituiti. Basta guardare cosa succede a livello nazionale, per capire che la questione politica è secondaria rispetto all’emergenza che va affrontata in termini pragmatici».

    Per questo, una lista civica (il contenitore migliore per andare oltre le etichette) potrebbe non essere sufficiente ad ospitare chi crede nel suo progetto: «Apriamo una fase di confronto con vari attori, paritetici, tutti con la possibilità di incidere, con la volontà di chiudere un ciclo e di guardare avanti, nella discontinuità, con persone preparate e che vivono una vita reale. Cittadini che hanno voglia di impegnarsi fuori dai partiti che non sanno stare al passo coi tempi».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    08 febbraio 2012

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