Diffamazione, arbitro multato

Condannato per aver scritto nel referto di essere stato aggredito dall’allenatore Dal Pont del Salce

    BELLUNO

    L’arbitro bellunese Giuseppe Crupi è stato condannato a 350 euro di multa per aver diffamato Fausto Dal Pont, allenatore del Salce. Una sentenza destinata a fare discutere, quella del giudice Luigi Cavalet. L’arbitro dovrà anche risarcire il mister (assistito dall’avvocato Francesco Rasera Berna) con 500 euro e pagare 1600 euro di spese di parte civile.

    La vicenda si riferisce alla partita di Terza categoria Salce - Amici di Fortogna del 14 novembre 2004 in cui l’arbitro decretò un rigore per gli ospiti mandando su tutte le furie Dal Pont, che non ha mai negato di aver preso a male parole l’arbitro. Il punto è che nel referto Crupi scrisse anche di essere stato avvicinato da Dal Pont “con fare minaccioso” e di essere stato preso “per la maglia” e spinto. Ciò costò al mister una squalifica di 5 mesi. Dal Pont negò di aver mai messo le mani addosso all’arbitro e lo denunciò per diffamazione. Il processo, iniziato davanti al giudice Nicola Sambrotta, terminò con l’assoluzione di Crupi (difeso dall’avvocato Martino Fogliato). Un cavillo tecnico, però, costrinse il giudice d’Appello ad annullare la sentenza e a far ripetere il processo, ieri terminato con la condanna.

    Una sentenza che ha provocato la reazione dell’avvocato Fogliato: «Attendo di leggere le motivazioni prima di esprimermi. Resta inquietante la circostanza che un cittadino italiano possa essere condannato con una sentenza che ribalta tutto e che giunge dopo anni di causa, dopo che ben 3 pm nelle varie udienze hanno chiesto l’assoluzione del Crupi, dopo che un giudice lo ha ampiamente assolto ed un altro ha ritenuto adeguatamente motivata detta assoluzione. Presenteremo Appello per chiedere giustizia per una persona – l’arbitro – e per un’intera categoria che quel giorno, come ogni domenica, ha fatto solo il suo dovere».

    A favore di Crupi si schiera l’ex arbitro di serie D e assistente di serie C Giuseppe De Rosa: «Non entro nel merito del giudizio ma penso che la giustizia ordinaria non deve sostituirsi a quella sportiva. A questo punto, cosa dovrebbero fare gli arbitri? Denunciare penalmente i giocatori per ingiurie ad ogni insulto ricevuto?».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    08 febbraio 2012

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