Un anno per arrivare al Comune unico. Intanto si prepara il referendum e si studia la riorganizzazione dei servizi
QUERO. Entro un anno Quero e Vas diventeranno un unico, grande territorio con servizi comuni che dovranno dare risposte in tempo reale alle esigenze dell’utenza. Cambia la geografia politica, resta una sola sede municipale con una giunta per tutti, e non è facile capirne le implicazioni. Così le prove pratiche di fusione cominciano dalla conoscenza in preparazione del referendum di inizio autunno. Le due amministrazioni interessate, consapevoli della complessità di un processo che sortirà nel referendum consultivo, hanno messo in campo i rispettivi capigruppo di maggioranza che dovranno organizzare le sedute informative con tutte le parti politiche e sociali. Prime fra tutte la Prefettura e la Provincia. Intanto, i gruppi di maggioranza incontreranno quelli di minoranza consiliare. Poi si darà il via agli incontri con le associazioni di volontariato, con i medici del territorio, i farmacisti, la scuola a partire dal dirigente scolastico e dal corpo docente, fino ai ragazzi che frequentano il comprensivo e che saranno stimolati a trovare un logo accattivante per rendere, graficamente o con altri media, il concetto di fusione. La campagna informativa si concluderà con gli incontri nelle frazioni. L’obiettivo è spiegare cosa comporta la fusione fra Comuni in termini di organizzazione pratica che si riflette nel tessuto economico, sociale e amministrativo.
«I servizi unificati delle due rispettive municipalità», spiega il sindaco di Quero, Sante Curto, «comportano un sicuro beneficio dal punto di vista dei risparmi comunitari. Ma va considerato l’aspetto non secondario della dispersione del territorio che diventerebbe più vasto e più difficile da controllare. Pensiamo solo alle segnalazioni di disservizi che provengano dall’utenza. Le squadre dei vari apparati tecnici dovranno poter arrivare ovunque e in tempi ragionevolmente brevi».
Mantenere la qualità dei servizi essenziali è l’obiettivo in cima alle priorità. Lo dice l’assessore di Vas, Cristian Corrà reduce da un incontro a villa Carpenada con un funzionario regionale che ha parlato di luci e ombre relative alla fusione: «Quero e Vas sanno già cosa significhi condividere i servizi considerato che a monte c’è l’Unione Setteville», spiega l’assessore Corrà. «Ma nell’integrazione spinta richiesta dalla fusione, ci sono un solo sindaco e una sola giunta a decidere le sorti di un intero territorio. Noi dovremmo puntare sul mantenimento di un punto anagrafe per comune, per evitare disagi ai cittadini, e un riconoscimento finanziario considerevole destinato agli enti che uniscono le funzioni. Perché il risparmio ci sarà. Ma i Comuni che in qualche maniera perdono la propria municipalità, ossia la propria identità, dovranno almeno essere garantiti da un indennizzo finanziario che dia ragione dei sacrifici sostenuti».
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