Dalla crisi economica alle poche attrattive del centro gli operatori commerciali provano a spiegarne le cause
BELLUNO
Piazza dei Martiri si sta “svuotando”? A pensarlo sono diversi operatori del centro storico, che hanno notato come negli ultimi tempi si veda sempre meno gente passare lungo il “liston” e frequentare le attività commerciali, anche nei fine settimana.
«La sera in piazza non c’è nessuno», commenta Giuseppe Acampora, titolare della pizzeria “Cibò”, «si potrebbe dire che è una “piazza dei Martiri” nel vero senso della parola. Inoltre, dall’inizio di quest’anno abbiamo notato un calo di afflusso di persone nel locale. Soprattutto nel fine settimana. La domenica soprattutto. Non avendo toccato i prezzi, per l’ora di pranzo, durante la settimana, le cose vanno bene. Ma la sera le persone fanno più fatica a uscire e andare a mangiare fuori». «Il problema», aggiunge, «è che ci sono un’incertezza generale e meno spensieratezza. Penso anche al locale a Salce, frequentato da giovani tra i 18 e i 25 anni: è frequentato dallo stesso numero di persone, ma c’è il 30% di entrate in meno».
Ma, oltre alle difficoltà dovute al periodo di crisi, secondo alcuni ci sono anche altri fattori a influire sulla frequentazione della piazza: «È come un cane che si morde la coda», evidenzia Tania, che lavora in un bar del centro, «si vedono poche persone, poco movimento, e si è meno invogliati a tornare. Un circolo vizioso. Ed è vero che il lavoro dei pubblici esercizi è diminuito. Forse la gente rinuncia alle piccole cose o semplicemente se deve fare compere non sceglie il centro. O se deve passare una domenica all’aperto si indirizza verso altre mete».
«Certo in questa stagione non si può pretendere un grosso movimento», fa notare Vittoria Coccia, titolare del Mirapiave, «poi è finito da poco anche il periodo dei saldi. E le persone nei week end preferiscono andare in altri posti. Inoltre, con tutti i centri commerciali che sono stati aperti fuori del centro è ovvio che la gente si sposti».
Il fatto è che, se si vuole che le persone vadano in piazza, bisogna fare anche qualcosa per attirarle. Questa l’opinione di Lorena De Zaiacomo, titolare dell’edicola di rivendita di giornali in via Matteotti: «Se la gente quando arriva trova qualcosa, poi decide di tornare. Il periodo natalizio, per esempio, non è andato bene. Forse anche perché non c’era proprio il clima del Natale, piuttosto di austerity. Qualche piccola decorazione per abbellire la piazza di certo non avrebbe fatto male».
«Anche i turisti sono calati», afferma Alessandra Rizzardini, titolare della gelateria Delizia, «il problema è forse anche quello che mancano pochi posti letto, gli alberghi costano troppo. Per fortuna stanno aprendo dei bed&breakfast. Penso potremmo ottenere molto, cercando di essere un po’ più cordiali e magari tenendo aperti di negozi la domenica: non dico tutte le domeniche, ma a turno per esempio».
«Sul fatto che si spenda meno è vero», aggiunge, «sento alcuni colleghi che mi dicono che la gente magari rinuncia a un panino nell’orario di pranzo e usa i buoni pasto per fare la spesa». «La crisi c’è», aggiunge Cristina Prest, titolare di un negozio di abbigliamento sotto i portici, «ma in televisione si fa un vero e proprio terrorismo, prospettando situazioni drammatiche. Questo non toglie che bisognerebbe dare più lavoro alle persone».