Ma il legno per il Cadore è ancora una risorsa, o no? Se lo chiedono provocatoriamente, ma non troppo, i promotori del convegno che si terrà oggi alle 11 a LongaroneFiere. «La provincia di Belluno...
Ma il legno per il Cadore è ancora una risorsa, o no? Se lo chiedono provocatoriamente, ma non troppo, i promotori del convegno che si terrà oggi alle 11 a LongaroneFiere. «La provincia di Belluno – osserva Michele Talo, direttore del Centro Consorzi di Sedico che ha lanciato l'iniziativa - vanta una tradizione secolare nella lavorazione del legno. Il nostro paese continua ad essere un grande importatore di legname e i dati sul fabbisogno interno prevedono un aumento della richiesta. Malgrado ciò i boschi e le foreste bellunesi continuano a crescere e le aree boschive tendono a occupare costantemente nuovo territorio». Questo il quadro, cui si aggiungono alcune preoccupanti valutazioni sulla lavorazione del legno, i cui costi finiscono con rendere non remunerativo il taglio, mentre i proprietari ricavano margini assai ridotti dal loro prodotto. Ringiovanire il bosco e utilizzare il prodotto locale ha degli importanti riflessi ecologici ed il nostro obiettivo – prosegue Talo - è quello di riunire proprietari, enti e addetti alle varie fasi di lavorazione per instaurare un dialogo che permetta di rendere esplicite le esigenze di ognuno ed evidenti le possibili forme di collaborazione. Adesso più che mai è necessario lavorare sulle idee». «La stima di legname annuo utilizzato, da parte delle segherie bellunesi, si aggira sui 60.000/70.000 mc – prosegue Talo- mentre la crescita del bosco è stimata in almeno il doppio per cui si potrebbe, in linea teorica, sopportare un ritmo di segagione di 120.000 mc. Si può stimare in 3.000/4.000 mc annui la produzione di una segheria medio grande bellunese di circa 4 addetti e, giusto per fare un esempio, il gruppo Stora, in centro Europa, ha 6 segherie di grosse dimensioni che raggiungono in 10 giornate la produzione approssimativa dell’intera produzione annua del bellunese».
Il confronto con questi colossi è dunque impietoso e per questa ragione il Centro Consorzi richiama tutti i soggetti occupati nel settore a unire le forze e fare squadra. «Da qui la nostra idea del convegno – spiega Talo – che pone sul tappeto tematiche che singolarmente ogni segheria oggi affronta, ma che da sola non può superare. Ci chiediamo quindi cosa vogliamo fare del legno bellunese?». (s.v.)