Elezioni, il referendum torna sul piatto

Eddy Demenego pronto a scendere in campo: «Il nostro candidato porterà avanti la scelta fatta dalla gente nel 2007»

    di Alessandra Segafreddo

    CORTINA

    Una delle liste che si opporrà al gruppo del sindaco uscente Andrea Franceschi avrà come punto cardine del programma elettorale il referendum dei Ladini per il passaggio in Trentino-Alto Adige.

    Ieri mattina Eddy Demenego, coordinatore della nuova lista, di cui ancora non si sa né il nome, né il logo, né chi siano i componenti, assieme ad Alessandro e Paolo Barozzi e Mauro Apollonio ha precisato che «la volontà popolare espressa nel referendum del 2007 sarà un punto cardine» che il futuro candidato a sindaco del loro gruppo porterà avanti.

    «Il sindaco Franceschi si è totalmente disinteressato della volontà popolare», sottolinea Demenego, «e ha insabbiato la pratica, dimostrando in tal modo di prendere in giro la popolazione disconoscendone il sacrosanto diritto di vedere riconosciuta la propria volontà. Franceschi ha messo chi poteva lavorare per i Ladini, come Paola Valle, in condizioni in non operare in questo senso, tanto che la Valle poi si è dimessa. Abbiamo perso 5 anni e ora dobbiamo recuperare tutto. Il danno che ha comportato l'immobilismo su questo settore da parte di questa amministrazione è incalcolabile, ma noi siamo convinti che la volontà popolare prima o poi sarà rispettata. Il nostro candidato avrà come impegno preciso quello di portare avanti nelle sedi opportune il referendum, a Venezia, a Roma e in Alto Adige. Se Cortina non sarà autonoma lo spopolamento continuerà, così come il declino culturale e le tradizioni popolari si perderanno».

    Demenego ha in testa il candidato a sindaco da tre mesi, che sembra essere Stefano Ghezze, ex presidente del consiglio provinciale. Ghezze sul referendum ladino si è più volte scontrato con Siro Bigontina Titoto, coordinatore del movimento referendario. Ora Ghezze ha cambiato idea e intende appoggiare il referendum o non sarà Ghezze il candidato?

    «Bisognerebbe chiederlo a lui», risponde Demenego che aggiunge, «non è ancora stabilito chi sia il candidato. Comunque Ghezze in Provincia ha portato avanti il referendum provinciale, forte di 17 mila firme, pur sapendo che era una battaglia persa in partenza, ma lo ha fatto per rispettare la volontà popolare. Noi sul referendum siamo intransigenti: il nostro candidato avrà il preciso compito, che si assumerà firmando il programma elettorale, di mettere in atto tutte le azioni possibili affinché Cortina torni in Alto Adige».

    Parlando delle elezioni di primavera Demenego ha ammesso che all'interno del mondo ladino è stata presa in considerazione una possibile frattura. «Sappiamo che Elsa Zardini, presidente dell'Uld'A, è filo Franceschi», sottolinea, «ma crediamo che sia adatta al ruolo culturale che riveste e che non sarà in nessuna lista». E su Gianfrancesco Demenego ha aggiunto: «E’ una persona che stimo e so che alle Regole d'Ampezzo che presiede sta lavorando molto e bene. Non fa parte del nostro gruppo in quanto abbiamo idee divergenti». Dal gruppo di Demenego sono già fuoriusciti alcuni che non appoggiavano l'idea referendaria: l'unico nome dei fuoriusciti che Demenego fa è quello di Nicola Colli, ma ammette che ce ne sono altri.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    22 febbraio 2012

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