Fisioterapia ai bimbi le famiglie devono attendere un mese

Ospedale di Agordo, dopo il pensionamento dell’addetta trovate soluzioni tampone solo per parte degli utenti

    AGORDO

    Ancora un mese per sostituire la fisioterapista andata in pensione. Dovranno attendere le famiglie dei bambini che usufruiscono del servizio di fisioterapia al Centro dell'età evolutiva dell'ospedale di Agordo. Dopo il pensionamento della fisioterapista Meri Dorigo, avvenuto il 31 gennaio, il suo posto non è ancora stato coperto, destando parecchie preoccupazioni fra l'utenza che ormai da venti giorni è priva di un esperto che possa assicurare le prestazioni ai bimbi. Un tempo che, salvo per alcuni casi, è destinato a durare fino al bando per l'assunzione di un nuovo fisioterapista.

    «Certamente la figura del fisioterapista del Centro dell'età evolutiva verrà rimpiazzata – spiega il direttore sanitario dell'ospedale, Sandro De Col – ciò però avverrà nei tempi concorsuali che, mi auguro, non superino il mese». «In genere – prosegue De Col – vengono attivati contemporaneamente due bandi, uno per il tempo determinato e uno per il ruolo. Noi però puntiamo soprattutto sul secondo che richiede tempi un po' più lunghi».

    Quello di fisioterapia al Centro età evolutiva è un servizio molto delicato perché destinato a bambini con problemi di vario tipo. Oggi sono una trentina i pazienti che fino al 31 gennaio erano seguiti da Meri Dorigo: alcuni di questi presentano patologie di carattere neurologico che vanno trattate per tempi piuttosto lunghi, altri hanno invece problematiche di carattere strettamente ortopedico che necessitano invece di attenzioni temporanee.

    Anche la frequenza della terapia è diversa da bambino a bambino: qualcuno svolge 2-3 sedute a settimana, qualcun altro una soltanto, per altri sono invece previsti dei cicli periodici. Ma ora, in assenza del fisioterapista di ruolo, che tipo di servizio verrà reso a questi bambini? «Nel frattempo – spiega De Col – stiamo cercando di trovare una soluzione con il personale dell'analogo servizio di Belluno. Ci sono una decina di casi complessi che cercheremo di prendere in esame: alcuni di essi potrebbero continuare le cure a Belluno, altri ad Agordo. Per i casi più lievi, cioè quelli i cui problemi sono di natura puramente ortopedica, occorrerà invece attendere».

    Gianni Santomaso

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    22 febbraio 2012

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