In quattro (due irreperibili) debbono rispondere di otto colpi messi a segno tra il luglio 2010 e il febbraio 2011 in altrettanti bar tra Belluno e Feltre
BELLUNO
Sotto processo la banda dei videopoker: in quattro (due sono latitanti), devono rispondere dei furti nei bar tra Belluno e Feltre, passando per Sedico, messi a segno tra la metà del 2010 e i primi mesi del 2011.
Sono quattro, tutti rumeni: si tratta di Mihai Gurita, 30 anni, libero cittadino; Gheorghe Lapusan, 27 anni e Marius Mitran di 28 (entrambi irreperibili), Sorin Miosutiu di 40 anni, agli arresti domiciliari (difesi dagli avvocati Raffaele Addamiano, Massimo Moretti e Antonio D’Amelio).
Otto colpi, alcuni di questi tentati e non riusciti effettivamente, che datano dal 24 luglio 2010 al 25 febbraio 2011 e che hanno fruttato circa duemila euro di media l’uno.
La banda ha iniziato il 24 luglio con il colpo al bar Principe di Feltre dove furono scassinati due videopoker che fruttarono 2071 euro; poi il bar Ronce dal quale sparirono mille euro dal cambia monete aperto a forza. Si è proseguito poi il 22 gennaio 2011 al Tropical drink di Borso del Grappa: anche qui, videogioco slot machine scassinato e 2200 euro in banconote che prendono il volo.
Neanche i bar della Valbelluna e del capoluogo sono stati risparmiati, dopo lo sconfinamento in provincia di Treviso.
Il 4 febbraio ne fa le spese il bar Cikketteria di Feltre quando nella sala riservata ai videogiochi, ne è stato preso di mira uno dal quale sono stati rubati duemila euro in contante; sempre il 5 febbraio a Belluno, il bar The Break si ritrova scassinato il cambia monete: spariscono così 1412 euro in monete e banconote che vi erano contenuti.
Altre due incursioni della banda il 5 febbraio: al bar Plao di Salce vengono scassinati un cambia monete e una slot machine per 1316 euro in contanti rubati; poi tocca al Toto bar di Sedico, lo stesso giorno: salta il cambiamonete e spariscono 1500 euro in monete e banconote.
L’ultima contestazione a carico dei quattro è datata 25 febbraio 2011 al bar Millegusti di Quero: qui succede che va tutto storto. Il piede di porco con il quale alcuni membri della banda stavano operando (cercando di non essere notati), s’è spezzato. Il forte rumore provocato ha attirato l’attenzione della titolare dell’esercizio pubblico e dunque due malviventi si sono dati alla fuga.
Le indagini hanno portato gli inquirenti a individuare nei quattro rumeni gli autori di furti e tentati furti aggravati contestati nel capo di imputazione. Il processo ieri non si è celebrato anzi è stato rinviato al 24 aprile per l’inizio del dibattimento. In aula molti testimoni e i titolari degli otto locali presi di mira.
Cristina Contento