Massaro: «Un’alleanza sui programmi»

Il candidato a sindaco risponde alle critiche del Pd dopo l’annunciato accordo con il Patto per Belluno

    BELLUNO. «Le alleanze si fanno su programmi che risolvono i problemi della vita reale. Il Patto per Belluno mi ha proposto un programma composto da 10 punti semplici e di buon senso, e non ha posto condizioni o pregiudiziali. Non vedo perché non avrei dovuto accettare». Il candidato sindaco Jacopo Massaro liquida così gli attacchi del Pd, che «sembra aver mal digerito di aver perso l'appoggio dello storico movimento civico Patto per Belluno, già alleato del centrosinistra nelle ultime due tornate elettorali». Gruppo che ora ha deciso di appoggiare Massaro.

    Nel programma, presentato nei giorni scorsi, tra le altre cose il Patto chiede un progetto turistico della città e una maggiore attenzione alla vivibilità, ad esempio evitando il rilascio di autorizzazioni ad edificare se prima non sono state realizzate le opere primarie, a differenza di ciò che è avvenuto recentemente a Cavarzano.

    «C'è una certa dirigenza di Partito», conclude Massaro, «che dedicandosi allo sport del pregiudizio ideologico, delle vecchie ruggini e delle antipatie personali non riesce più ad occuparsi della vita reale e delle priorità della gente. Io penso che sia positivo superare questo immobilismo e guardare avanti come ho fatto col Patto, e come farò con gli altri alleati, ponendo l'attenzione sugli obiettivi».

    Le convergenze tra Massaro e Patto, messe nero su bianco, riguardano la centralità del cittadino di cui il Comune di Belluno nella persona del sindaco «deve essere il difensore civico»; Belluno porta delle Dolomiti di fatto e non solo a parole: lavorando in sinergia con gli altri comuni, con un membro della giunta di governo della città che abbia anche l’incarico di assessore per l’autonomia della Provincia di Belluno. Fondante anche l’unificazione delle due Usl per risparmiare in spese per apparati burocratici; il centro storico deve rivivere ed essere di attrazione e le frazioni devono essere tolte dall’attuale stato di abbandono. A proposito è necessaria la figura del capo frazione e capo rione o quartiere, figura a conoscenza della vita nelle singole comunità ed elemento di raccordo con l’amministrazione e coi consiglieri comunali; le risorse disponibili devono essere gestite secondo priorità, partendo dalle manutenzioni, viabilità, sicurezza e decoro. Sullo sviluppo della città il motore potrà essere il turismo ma non può rappresentare l’unica leva.

    Connessa al turismo deve essere la cultura, pluralista e volano di crescita; devono essere valorizzate le risorse naturali e messe a disposizione della cittadinanza, quali l’utilizzo rivierasco del Piave con la spiaggia di Lambioi.

    Ezio Franceschini

    22 febbraio 2012

    Lascia un commento

    Altri contenuti di Cronaca

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte

    PROMOZIONI

    Negozi

    ilmiolibro

     PUBBLICITÀ