La donna, ora in pensione, era accusata di furto di occhiali Dieci paia sparirono dallo stabilimento Luxottica di Sedico
SEDICO
Ha patteggiato quattro mesi di reclusione per una decina di paia di occhiali, marca Rayban, rubati ancora anni fa nello stabilimento di Sedico della Luxottica, sede produttiva nella quale lavorava.
La pena è stata sospesa per Rosa Todoverto, 57 anni, nata a Segusino e residente a Pederobba: alla donna, procura prima e giudice Trentanove poi, hanno riconosciuto l’attenuante di aver in qualche modo risarcito il danno come chiesto da Luxottica: non in suo favore ma con un contributo da devolvere a favore di una associazione di volontariato. In questo modo, la società non si sarebbe neppure costituita parte civile al processo.
Così per la ex dipendente del colosso mondiale dell’occhialeria, anche la pena patteggiata è risultata pressocchè minima: quattro mesi di reclusione e 400 euro di multa, così come concordato dalla difesa (l’avvocato Manola Lise che ieri sostituiva in aula il collega Paolo Aspodello) e pubblica accusa (il Pm Rossi).
I fatti di cui era accusata la donna, risalgono all’ottobre del 2010: la 57enne lavorava ancora nello stabilimento Luxottica di Sedico (ora è in pensione) e fu vista in reparto mentre si appropriava di una decina di paia di occhiali di marca Ray Ban. Occhiali finiti in borsetta, dove li hanno ritrovati i carabinieri che erano stati chiamati ad intervenire dai testimoni del fatto e che avevano fermato la donna all’uscita della fabbrica, quando era già salita sulla sua auto.
L’accusa contestata dalla procura di Belluno (il fascicolo è stato istruito dal pm Simone Marcon) parlava di furto aggravato. Nel procedimento però Luxottica non ha voluto costituirsi parte civile e ha chiesto invece che fosse attuata dalla imputata una forma di risarcimento per solidarietà: cioè, che una somma fosse destinata in solidarietà a una associazione di volontariato che opera in zona.
Così è avvenuto: un gesto, quello dell’ex dipendente, andato a favore di un sodalizio e considerato come attenuante formale al processo. Non ultimo, la donna aveva anche già restituito tutti e dieci i paia di Ray Ban che aveva sottratto dallo stabilimento in cui lavorava.
Cristina Contento
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