La siccità invernale si farà sentire nei prossimi mesi Al momento i maggiori problemi sono in Agordino
BELLUNO. Allarme siccità. Se non dovesse piovere, l’estate bellunese sarà arida, nel senso che dai rubinetti uscirà acqua col contagocce. E intanto l’emergenza va accentuandosi un po’ ovunque in provincia.
Le emergenze. La situazione è critica un po’ in tutta la provincia. A Rucavà di Colle Santa Lucia, da martedì e per tutta la giornata di ieri, a causa della mancanza d’acqua in sorgente, la rete idrica locale è stata alimentata dalle autobotti dei vigili del fuoco. Continuano anche i rifornimenti con autobotti alla vasca di Calchere a Cencenighe per garantire l’erogazione alle 400 utenze del capoluogo e di Coi. «Da venerdì», spiegano a Gsp, «alimenteremo il serbatoio di Calchere attraverso una temporanea linea acquedottistica che prende l’acqua in eccesso dalle reti idriche di Vallada. Una misura urgente realizzabile solo ora perché vi è un graduale innalzamento delle temperature esterne: prima vi era il concreto rischio che la condotta potesse ghiacciare».
Anche per il passato Gsp aveva fatto ricorso a questo collegamento temporaneo: «Doveroso, da parte nostra, ricorrere alle interconnessioni tra acquedotti laddove possibile: qui è fattibile sia tecnicamente che in termini di disponibilità idrica. Non solo, questo sistema ci permetterà nei prossimi giorni di ridurre i viaggi delle autobotti dei Vigili del fuoco: sono servizi che, per quanto utili, hanno un costo».
Segnali di carenza idrica diffusa arrivano anche da Voltago , San Tomaso, Alleghe (Masarè), Rocca Pietore (zone di Caracoi e Cimai), Mellame (Arsiè), Campigotti (Lamon) e Grea (Domegge). Rientrata, al momento la situazione di allerta in Col di Roanza a Belluno e a Pedavena, nelle zone Fiere e Venezia Secca.
Sos estate. L’emergenza va accentuandosi col passare dei giorni, con i vertici di Bim Gsp che seguono con grande apprensione l’andamento stagionale del tutto anomalo che sta contraddistinguendo l’inverno in corso: piogge pressoché assenti, poche nevicate in quota e di scarsa entità, sole ovunque da ieri e almeno fino al prossimo 6 marzo.
E non sono certo i quattro fiocchi caduti lo scorso settimana a far tornare il buonumore alla società che gestisce il servizio idrico: «I quattro fiocchi di neve caduti nell’ultimo weekend», precisano a Bim Gsp, «non hanno allontanato il rischio siccità per i prossimi mesi. L’allerta è sempre alta e, se dovesse continuare a non piovere, le conseguenze si faranno presto sentire e si accentueranno in estate».
A confermare l’allerta di Gsp i dati Arpav. Da ottobre alla metà di febbraio, infatti, il deficit di precipitazioni nevose è importante: -40% a 2200 m, -75% a 1600-1200 m di quota. «Questo vuol dire calo d’acqua anche nelle nostre sorgenti», ribadiscono dalla società. «Per questo motivo è urgente che gli utenti limitino i consumi allo stretto necessario, per evitare che si estendano gli effetti della graduale carenza idrica che sta interessando un po’ tutte le sorgenti bellunesi».
E in questa direzione si sono mossi quasi tutti i Comuni della provincia, che da qualche giorno hanno esposto avvisi che invitano l’utenza a limitare i prelievi dall’acquedotto: «Una misura preventiva indispensabile», spiegano da Bim Gsp, «per la quale abbiamo avuto ampio supporto da parte delle amministrazioni comunali».