Il Pd “scopre” la consulenza Luyét

Nevegal. Piol e Visalli scandalizzati per i soldi dati allo svizzero, notizia nota da tre anni. «Mai visto niente di simile»

    di Irene Aliprandi

    BELLUNO. «Un’intollerabile ammissione. Uno scandalo». E’ grande l’indignazione del Partito Democratico, dopo aver “scoperto” quanto sta spendendo il Comune di Belluno per il super consulente svizzero Luyèt. In realtà il ruolo di Luyèt, il suo compenso e i benefit collegati sono noti ai bellunesi da circa tre anni, periodo in cui la stampa ha abbondantemente diffuso tutte le informazioni sul progetto Abitare il Nevegal, riportando anche le proteste del gruppo consiliare del Pd. Quinto Piol e Irma Visalli, però, sono venuti a conoscenza dei fatti e dei numeri solo l’altra sera, all’incontro organizzato dal Pd alle Torri.

    «L’assessore Paganin ha raccontato incredibili verità», scrivono Piol e la Visalli, ma non si capisce perché Paganin avrebbe dovuto tacere cose che sono di dominio pubblico da anni. «Pur ribadendo di non essere pregiudizialmente contrari all’idea Abitare il Nevegal», scrivono ancora gli esponenti Pd «ciò che abbiamo ascoltato non può lasciarci indifferenti e silenziosi: gli svizzeri vogliono il 99% nell’operazione; e il consulente Luyet vive qui per toccare con mano la realtà del luogo. I soldi dati dalla Nis a Luyet sono serviti a fidelizzare Losanna. Trattasi di 300 mila euro di “maxi-consulenza», scopre oggi il Pd. «Soldi, ovviamente, dei contribuenti. In tanti anni di attività amministrativa non ho mai sentito nulla di simile», afferma Quinto Piol, ex assessore provinciale della giunta di Reolon, condannato dalla Corte dei Conti per danno erariale nella vicenda della consulente psicologa. «I soldi dei cittadini sarebbero quindi serviti per ingraziarsi dei potenziali investitori stranieri? Se confermata da Prade questa dichiarazione sarebbe una vera intollerabile indecenza», conclude Piol.

    «Fidelizzare significa umiliare con un’operazione di basso profilo sia l’istituzione sia la città intera», aggiunge il segretario cittadino Visalli, anche lei ex assessore provinciale. «Ecco cosa fa la Belluno di Antonio Prade: pagare un privato che non fa niente per consegnare all’estero un bene prezioso, il nostro territorio, estromettendo i cittadini e l’amministrazione da qualsiasi visione, decisione e scelta futura, calando così il Colle in una nuova situazione d’attesa per chissà quanti anni, senza nemmeno una carta che attesti un’accordo. Cosa si poteva fare con 300.000 euro dati a Luyet?». La domanda è: com’è possibile che Visalli e Piol non sapessero nulla di questa vicenda?

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    19 marzo 2012

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