«No alle centraline private sul Boite»

San Vito. Oggi la discussione a Venezia. Ma sindaco e Regole minacciano: «Non permetteremo a nessuno di trasformare il Boite in un rigagnolo»

    di Stefano Vietina

    SAN VITO DI CADORE. Si riunisce oggi a Venezia, alle ore 14,30, la Commissione Tecnica Regionale che deve esprimersi sulle domande in concorrenza per la costruzione della centralina idroelettrica sul torrente Boite. E le Regole di San Vito, insieme a tutti gli enti locali della valle del Boite, da Cortina a Vodo, vogliono scongiurare il blitz. Temono, infatti, il via libera a uno dei tre grandi progetti in lizza che, a loro dire, significherebbe una sciagura, sia a livello ambientale, sia perché di fatto esproprierebbe le Regole dei loro terreni. «Gli enti locali si sono già appellati ai diversi funzionari e rappresentanti regionali, con esiti deludenti; le Regole di S. Vito e di Borca», ricorda Corrado Belli Codan in loro rappresentanza, «hanno già fatto ricorso al Tribunale Superiore delle Acque e intendono rivolgersi alle Soprintendenze competenti nell’ambito del ministero dell’Ambiente».

    «Siamo preoccupati», gli fa eco il sindaco di San Vito, Andrea Fiori, «perché le lobby degli industriali sono potenti e si sono mosse finora con poca trasparenza. Ma siamo anche molto decisi, perché non permetteremo a nessuno di trasformare il Boite in un rigagnolo. Siamo pronti a tutto e la popolazione è dalla nostra parte. Quei progetti non passeranno, anche se oggi saranno autorizzati».

    Al centro della questione tre ipotesi di centraline in concorrenza, i cui costi si aggirano sui 100 milioni di euro l'uno e «che prevedono la realizzazione di imponenti gallerie e ingenti prelievi dal corso d’acqua», spiega Belli Codan. Quello dell'Enel/En&En vorrebbe prelevare dal Boite 6,8 metri cubi d'acqua al secondo, quello della Proiter 5,79 e quello dell'Alpina 6,9. Un progetto alternativo, presentato nei termini previsti dalle Regole di San Vito per evitare il rischio che altri utilizzino le acque del territorio, preleverebbe, invece, solo 3,36 metri cubi d'acqua al secondo. Ma rischia l'esclusione proprio per la minor produzione. Anche la potenza creata sarebbe infatti molto diversa: per i tre progetti, rispettivamente, di 15 mega Watt all'ora, di 13,5 e di 13,7; per le Regole, invece, di 2,99 mega Watt all'ora.

    «Noi enti locali però rifiutiamo queste valutazioni prettamente speculative», sottolinea Belli Codan, «perché non possiamo accettare che nel nostro territorio si possano prevedere derivazioni dal Boite tra l’85 ed il 90 % della portata d’acqua, mentre il progetto delle Regole, peraltro giustificato dalla vasta titolarità delle aree coinvolte, presenta al massimo prelievi del 50 %».

    Belli Codan ricorda inoltre che, dopo le osservazioni dell’Arpav di Belluno, Enel/En&En hanno dovuto riconoscere di aver sovrastimato la quantità d’acqua disponibile nel corso d’acqua (superiore di quasi il 16% di quanto valutato dalle vecchie bibliografie degli idraulici della prima metà del 900). Inoltre evidenzia come i tre progetti, che prevedono la realizzazione di gallerie (da cui la definizione di “galleristi”) sul terreno a fianco del torrente Boite, causerebbero un consistente impatto ambientale per lo smaltimento del materiale di recupero dagli scavi, per l'incremento di traffico pesante e per i potenziali rischi geologici causati da scavi di notevole entità. «È per questo», chiude il sindaco di San Vito, « che non ci fermeremo e faremo di tutto per contrastare le intenzioni della Regionale. Le centraline devono essere realizzate dagli enti locali, perché solo così sarà possibile coniugare il rispetto dell’ambiente con un giusto guadagno da reinvestire sul territorio».

    13 giugno 2012

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